L'intervento di Urso
Ducati, il governo si muove per difendere il gioiello italiano: Urso chiama il ceo. FdI: «Paghiamo la follia green europea»
Il governo Meloni si muove in anticipo per mettere al riparo Ducati dalle turbolenze che stanno investendo Volkswagen e l’industria automobilistica tedesca. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha avuto un confronto con l’amministratore delegato della casa di Borgo Panigale, Claudio Domenicali, concordando un percorso per salvaguardare uno dei marchi simbolo dell’industria italiana.
«Mi sono confrontato questa mattina con il ceo di Ducati, Claudio Domenicali, concordando un percorso che possa consentirci di salvaguardare un’azienda così importante, simbolo del Made in Italy, di cui tutti siamo orgogliosi», ha annunciato Urso, definendo Ducati «un’azienda che molti ci invidiano» e un autentico «patrimonio del Paese», per i suoi successi industriali, tecnologici e sportivi.
Ducati nel terremoto Volkswagen
Al momento da Wolfsburg non sono arrivate decisioni definitive sul futuro di Ducati. Ma le difficoltà del gruppo Volkswagen e le indiscrezioni sulle possibili dismissioni di marchi storici hanno acceso l’attenzione anche sulla casa motociclistica bolognese.
Lo stesso Domenicali ha spiegato che su Ducati non è stata assunta alcuna decisione finale e che il futuro del marchio rientra nelle valutazioni in corso.
Le preoccupazioni coinvolgono anche il mondo sindacale. Il segretario generale della Fiom, Michele De Palma, ha richiamato l’attenzione sull’indotto italiano legato alla produzione automobilistica tedesca e sul destino di Ducati e Lamborghini.
FdI: «Ducati è storia di Bologna e identità italiana»
Da Fratelli d’Italia arriva il plauso all’iniziativa del ministro. L’europarlamentare Stefano Cavedagna sottolinea che il confronto con Domenicali «conferma l’importante lavoro di salvaguardia delle nostre imprese e del Made in Italy portato avanti dal governo Meloni».
«L’azienda è forte, solida e rappresenta un brand storico italiano», osserva Cavedagna, che punta il dito contro le politiche europee sull’automotive: «Se il gruppo Volkswagen che la detiene è in crisi, diciamoci le cose come stanno, è a causa della imposta ideologica transizione all’elettrico voluta da ambientalisti da salotto in Europa».
«Il governo Meloni farà il necessario per salvaguardare Ducati, storia di Bologna e identità italiana», conclude l’europarlamentare.
Sulla stessa linea la capogruppo di FdI in Regione Emilia-Romagna, Marta Evangelisti, che esprime «vivo plauso» per la «prontezza e la concretezza» dell’esecutivo «a difesa del patrimonio industriale, tecnologico e sportivo della Nazione».
Il consigliere regionale Francesco Sassone assicura a sua volta «massima attenzione» sulla vicenda, esprimendo vicinanza ai lavoratori di fronte alle indiscrezioni su una possibile cessione.
La crisi dell’auto europea colpisce anche Jaguar Land Rover
La vicenda Ducati si inserisce in una crisi dell’automotive europeo che continua ad allargarsi. A mostrare segnali di difficoltà è anche Jaguar Land Rover, controllata dall’indiana Tata Motors.
Secondo il Times, il produttore britannico di auto di alta gamma starebbe preparando una ristrutturazione che potrebbe mettere a rischio 4mila posti di lavoro in due anni, su circa 30mila dipendenti nel Regno Unito.
La società ha confermato a Bloomberg l’avvio di un programma di prepensionamenti volontari nell’ambito di un piano che punta a risparmi per circa 1,7 miliardi di sterline. L’obiettivo è anche abbassare il punto di pareggio a 300mila veicoli e semplificare le attività.
I numeri spiegano l’allarme: nell’ultimo trimestre il fatturato di Jaguar Land Rover è diminuito di quasi il 10%, mentre l’utile ante imposte è precipitato del 69%, a 109 milioni di sterline.
Sullo sfondo resta la pressione crescente dei produttori cinesi, particolarmente aggressivi sull’elettrico e sui prezzi. Un’altra spia delle difficoltà dell’industria automobilistica europea e, nel caso Ducati, un motivo in più per tenere alta la guardia su uno dei marchi più riconoscibili del Made in Italy.