Il libro
“Sesso oppio dei popoli”: il saggio controcorrente che mette in guardia sulla sessualità ridotta a bene di consumo
Liliane Jessica Tami firma uno "studio storico-sociale sull'eros nelle diverse culture": l'autrice non sempre convince, ma ha il merito di riportare al centro dell'attenzione il valore spirituale della sessualità che l'occidente troppo spesso dimentica
Libro controcorrente e scandaloso nell’odierna società ipersessualizzata, Sesso oppio dei popoli, di Liliane Jessica Tami, dal titolo provocatorio, analizza l’eros e la sessualità a 360 gradi, oltre gli stereotipi a cui siamo abituati quando pensiamo alla parola sesso. L’autrice analizza il concetto di sessualità nelle varie culture, filosofie e spiritualità, in un viaggio storico e filosofico, per poi rifletterne sull’odierno significato che gli viene dato in occidente, influenzato da ideologie che hanno ridotto la sessualità a bene di consumo circoscritto esclusivamente all’ambito del piacere genitale. C’è da dire che alcuni punti del libro ci convincono poco, in particolare la parte riguardante l’ecologia, il presunto impatto ambientale del sesso e altro, dove riscontriamo paragoni un po’ troppo azzardati, ma aldilà di questo è un libro che spazia in tanti ambiti interessanti, dalla spiritualità alla bioetica, dalla letteratura alla morale cattolica. Cercheremo di estrapolare alcune pillole dal libro, presentando alcuni temi trattati, lasciando poi al lettore l’approfondimento.
L’amore pagano e il dualismo platonico
L’autrice analizza come nella concezione pagana, in particolare quella platonica, l’amore sia una forza che sublima l’idea di bellezza e verità, che nella cultura greca classica coincidono. L’amore si sviluppa in una concezione antropologica dualista, che vede la separazione tra anima e corpo, dove addirittura il corpo diventa la prigione dell’anima, che è la componente più nobile e pura dell’essere umano. Ebbene l’amore sarebbe una forza che guida l’anima verso livelli di conoscenza superiori che conducono ad una liberazione.
Il Kamasutra e l’arte di amare
Il Kamasutra, libro dell’antica tradizione indiana, riflette la visione indiana dell’amore e della sessualità, come elementi per una vita equilibrata e soddisfacente. Al contrario di quanto si pensa, il Kamasutra non parla solo di sesso, ma è un libro che vuole equilibrare gli aspetti fisici con quelli sociali e spirituali, per la realizzazione personale e il bene della società. Solo il 20% del libro è dedicato allo studio delle posizioni sessuali, ma anche queste sono viste dentro una relazione duratura che prevede una crescita anche spirituale, insieme al partner, che duri tutta la vita.
La Bibbia
Partendo dal Cantico dei Cantici l’autrice spiega come in una descrizione dettagliata e sensuale di un amore tra due innamorati si rifletta l’amore tra Dio e il suo popolo (in ottica ebraica) e tra Cristo e la Chiesa (in ottica cristiana). È una allegoria dell’amore divino rappresentato in fattezze umane, che mette in luce la fede in Dio nonostante le difficoltà. Ancora l’amore del profeta Giona che sposa una prostituta, rappresenta la perseveranza dell’amore di Dio verso gli uomini, nonostante la loro infedeltà. Poi c’è San Paolo, che nelle sue lettere parla di purezza, con una sessualità lontana da ogni promiscuità, ricordando che i cristiani condividono tutto ma non il letto. L’autrice partendo da San Paolo propone un’interpretazione attuale della purezza in una vita di coppia.
La donna “angelicata” nell’amor cortese e nella Divina Commedia
Molto bella la ripresa del tema della “donna angelicata”, che incarna la sublimazione dell’amore nelle aspirazioni spirituali dell’uomo, nell’amor cortese come nella Divina Commedia, dove la donna “maestra d’amore” spinge alla crescita interiore, essendo in grado di elevare spiritualmente coloro che lo desiderano. L’autrice propone ai lettori di traslare i valori incarnati dalla “donna angelicata” all’interno dei loro matrimoni.
La Teologia del corpo di San Giovanni Paolo II
È la risposta del Papa santo alle filosofie individualiste post-moderne che incentrano l’amore esclusivamente nel godimento del corpo. Il corpo viene considerato realtà sacramentale e l’amore autentico e la sessualità possono portare l’uomo alla santità. Nella teologia del corpo la sessualità tra i coniugi diviene mezzo di comunione tra le anime e dono reciproco di sé. Giovanni Paolo II incoraggia la sessualità nel contesto matrimoniale vedendola come determinante nel costruire un “Io sociale”.
Deus Caritas Est, l’amore di Dio nell’Enciclica di Benedetto XVI
L’autrice parla anche della monumentale “Deus Caritas Est” di Papa Benedetto, dove si parla dell’amore divino e umano. Papa Benedetto parla di “Agape” quell’amore divino incondizionato, dove c’è la volontà di fare il bene dell’amato, l’Eros l’amore umano e passionale che se integrato bene nella vita di ognuno può diventare aspirazione alla bellezza e alla perfezione, “Philia” l’amore di amicizia, quando si condividono valori e intenti.
I movimenti di liberazione sessuale
L’autrice mette in evidenza come al giorno d’oggi, la sessualità si sia trasformata da una caratteristica intrinseca dell’essere umano a un bene di consumo, una pratica slegata da tutto il resto, come l’amore dentro a una relazione stabile e duratura. Grazie alla cosiddetta liberazione sessuale, avvenuta con i movimenti di protesta del 1968, la sessualità è spesso vissuta in modo deresponsabilizzato, egoista e a tratti patologico. Da questa concezione sono nate diverse storture del nostro tempo, come l’indifferentismo sessuale e l’ideologia gender.
Il senso dell’amore
Questo viaggio dell’autrice attraverso diverse culture e spiritualità, mostra la ricchezza delle varie interpretazioni affettive dell’amore nelle diverse società umane. Oltre le differenze emergono delle costanti come un desiderio di connessione profonda che vada oltre il mero atto fisico, la realizzazione personale nella stabilità sociale e la connessione spirituale.
Possiamo dire che l’amore e la sessualità, venivano elaborate dalle varie culture per mantenere una comunità in equilibrio, cosa che non avviene più nell’attuale occidente che, al contrario, incentiva una sessualità individualista ridotta a bene di consumo. È proprio questo tipo di sessualità, che l’autrice denuncia come «oppio dei popoli», che sta degradando il costume e la morale.