La rivelazione de "Il Foglio"
Roggero, i carabinieri chiesero l’arresto per estorsione di uno dei rapinatori uccisi ma la Procura di Asti disse di no
Andrea Spinelli aveva minacciato ed estorto un imprenditore. I militari chiesero la misura cautelare respinta dagli inquirenti
Due mesi prima della rapina alla gioielleria di Mario Roggero, i carabinieri di Alba chiesero alla Procura di Asti arrestare uno dei tre futuri rapinatori (Andrea Spinelli, poi ucciso durante l’azione criminale dal gioielliere) perché aveva commesso un’estorsione ai danni di un imprenditore, schiaffeggiandolo e minacciandolo di morte. Ma i magistrati inquirenti non chiesero nessuna misura cautelare. Lo scrive in esclusiva oggi su Il Foglio, Ermes Antonucci.
Le minacce all’imprenditore e i soldi estorti
“L’8 febbraio 2021 – scrive Antonucci – Spinelli venne ingaggiato da una terza persona per estorcere denaro a un imprenditore. Spinelli prese appuntamento con la vittima e lo convinse a incontrarsi in un’abitazione nel comune di Bra, facendogli credere che avrebbe voluto parlare dello svolgimento di alcuni lavori di ristrutturazione. Spinelli condusse l’imprenditore nel garage, dove trovò il complice, che pretendeva di ricevere soldi per dei lavori che, a suo dire, aveva svolto ma che l’imprenditore non aveva pagato”.
L’imprenditore chiuso nel garage e minacciato
Spinelli, racconta Il Foglio, chiuse l’imprenditore nel garage, impedendogli di fuggire, e lo colpì con due schiaffoni sul volto. Poi impugnò un bastone e disse: “Oggi ti rompiamo un ginocchio se non fai quello che ti diciamo”. A quel punto il complice sottrasse il marsupio all’imprenditore e prese 600 euro in contanti. Spinelli costrinse l’uomo a firmare delle cambiali con il bastone in mano proseguì con le minacce dicendo: “Non le firmi? Vuoi scommettere che le firmi? Se non basta il bastone vado a prendere una pistola e da qui non esci vivo”. Accortosi ormai di non avere possibilità di fuggire, l’imprenditore firmò le cambiali.
La denuncia ai carabinieri e il mancato arresto
Il giorno dopo, racconta sempre il Foglio, l’imprenditore denunciò i fatti ai carabinieri di Alba e venne aperta un’indagine per estorsione. Il 1° marzo 2021 la Procura di Asti dispose perquisizioni nelle abitazioni di Spinelli e del terzo soggetto che confermarono il quadro indiziario: nella casa del complice di Spinelli vennero trovati tutti i documenti a cui aveva fatto riferimento la vittima (cioè cambiali e fatture) e anche il bastone usato da Spinelli.
A quel punto i carabinieri suggerirono alla Procura di chiedere l’adozione di misure cautelari nei confronti dei due indagati, ma i magistrati inquirenti non diedero seguito al suggerimento, nella convinzione che la perquisizione fosse sufficiente a dissuadere i due dal compiere altri reati.
Due mesi dopo la rapina
Il 28 aprile 2021, a poco meno di due mesi dalla perquisizione, Andrea Spinelli prese parte all’assalto alla gioielleria, per poi essere ucciso fuori dal negozio a colpi di pistola da Mario Roggero. Il gioielliere uccise anche un secondo rapinatore, Giuseppe Mazzarino, e ne ferì un terzo, Alessandro Modica. Se fosse stato arrestato, prima, Spinelli certamente non avrebbe partecipato alla rapina. E magari, chissà, ma nessuno lo può certo escludere, quella rapina non ci sarebbe nemmeno stata.