Nel catanese
Prova a sventare un suicidio, carabiniere accoltellato in Sicilia. L’elogio del Comandante Luongo
L'aggressore è stato arrestato. Telefonata dal Comandante generale dell'Arma
Un carabiniere è stato ferito con una coltellata all’addome durante un intervento la notte scorsa in un’abitazione di Scordia, nel Catanese, per un 28enne che, in forte stato d’agitazione, voleva compiere un gesto estremo. All’arrivo dei militari, il ragazzo ha reagito ferendo uno dei carabinieri. Il carabiniere, che non è in pericolo di vita, è stato ricoverato in ospedale. L’aggressore è stato arrestato e condotto nel carcere di Caltagirone.
La telefonata del Comandante generale dell’Arma
Il Comandante Generale dell’Arma dei carabinieri, Salvatore Luongo, ha telefonato al militare dell’Arma ferito nelle scorse ore a Scordia, in provincia di Catania. Luongo, si legge in una nota, “ha telefonato personalmente il militare ferito per sincerarsi delle sue condizioni di salute e per augurargli una pronta guarigione”. Il militare ha ricevuto anche la visita, presso l’ospedale di Militello in Val di Catania dove è ricoverato, del Comandante della Legione Carabinieri ‘Sicilia’, Generale di Divisione Ubaldo Del Monaco e del Comandante Provinciale di Catania, Generale di Brigata Salvatore Altavilla.
Gli eroi del quotidiano
In un contesto nel quale le forze dell’ordine vivono un momento molto difficile, con il rischio che venga delegittimata la loro funzione, ciò che è accaduto nel catanese dimostra l’importanza di eroi del quotidiano, che sono un punto di riferimento imprescindibile per le nostre comunità.
Non solo per le attività repressive che si rendono necessarie dinanzi al crimine, ma anche e soprattutto per la funzione preventiva che poliziotti e carabinieri svolgono, presidiando territori che, non solo nel Sud, sono a forte rischio di sovranità democratica per la presenza delle organizzazioni criminali.
Non a caso, le forze dell’ordine godono della stima della netta maggioranza degli italiani. Qualcosa che dovrebbe insegnare un minimo di equilibrio a chi riveste ruoli istituzionali e si diverte a soffiare sul fuoco della protesta, com’è accaduto purtroppo, e non solo, di recente a Bologna.