14 i colpi inferti
Picchiò la compagna per 18 anni e la uccise a coltellate lo scorso anno a Milano, chiesto il processo per Luigi Moncaldi
Prima dell'omicidio, Luciana Ronchi era stata pedinata per tre settimane. Botte e persecuzioni dal 2004 al 2022
La Procura di Milano ha chiesto il processo per Luigi Morcaldi, 64 anni, per l’omicidio premeditato dell’ex compagna Luciana Ronchi, 62 anni, uccisa “con almeno 14 coltellate al volto e alla gola” in strada la mattina del 22 ottobre 2025 nel quartiere Bruzzano, vicino alla sua casa. Richiesta di rinvio a giudizio in cui, come già nell’atto di conclusione delle indagini, i Pm Giovanni Tarzia e Leonardo Lesti hanno contestato al 64enne anche quasi 18 anni di maltrattamenti sulla donna quando viveva con lei, che, secondo le imputazioni, ha subito botte, insulti ma anche umiliazioni terribili. Tra le accuse, anche una serie di violenze sessuali.
Le persecuzioni per anni
Prima dell’omicidio, documentato anche in un drammatico video delle telecamere di sorveglianza, Morcaldi, come ricostruito dagli investigatori della Polizia Locale e dai Pm, “per almeno tre settimane” ha effettuato “numerosi sopralluoghi e appostamenti per verificare le frequentazioni e gli orari di spostamento” dell’ex compagna. E avrebbe anche “intensificato le ricerche sul web su come procurarsi armi”.
L’accoltellamento dopo le violenze
Poi, Morcaldi avrebbe accoltellata l’ex compagna in via Grassini, poco lontano dal cancello “della sua abitazione”. Tra il 2004 e il 2022, l’uomo, difeso dagli avvocati Patrizia Iacobino e Simone Briatore, l’avrebbe costretta a subire “penose condizioni di vita” con violenze, aggressioni, vessazioni. Nelle imputazioni, “a titolo meramente esemplificativo”, vengono riportati una ventina di episodi: schiaffi, calci, pugni, insulti, pestaggi “per questioni banalissime“, con minacce di “darle fuoco” e altre violenze indicibili, oltre ad abusi sessuali. E mostrando sempre, scrive la Procura, “una ossessiva gelosia” ed esercitando un “continuo controllo su di lei”.
Capace di intendere
La perizia psichiatrica ha stabilito che Morcaldi è capace di intendere. L’esame specialistico ha escluso categoricamente patologie psichiatriche, disturbi mentali o anomalie cognitive tali da annullare o scemare la sua capacità di valutare la gravità e le conseguenze del proprio gesti. Ora la decisione passa al Gup. L’uomo rischia l’ergastolo.