Le reazioni nell'Ue
Migranti a Ceuta, Sanchez sul banco degli imputati in Europa: «Ha completamente fallito»
Gli Stati membri corrono ai ripari di fronte alla crisi aperta in Spagna: la Commissione in campo anche con Frontex, Francia rafforza i controlli e molti guardano alla sospensione di Schengen: «Sostenere l'ipotesi italiana»
La crisi dei migranti in Spagna spinge gli altri Paesi europei e la stessa Commissione Ue a correre ai ripari: ciò che sta accadendo a Ceuta, infatti, rappresenta un problema per tutta l’Europa. Alcuni Stati membri, come la Finlandia e la Danimarca, sostengono apertamente l’ipotesi italiana di sospendere Schengen con Madrid; altri, come la Francia, hanno già rafforzato i controlli alla frontiera e appaiono pronti a intervenire in maniera più decisa sulla libera circolazione; ricorrenti poi sono i richiami al governo spagnolo a farsi carico di fronteggiare la situazione, come quelli arrivati dai Paesi Bassi. Bruxelles, poi, è pronta a rafforzare la presenza di Frontex per il controllo della frontiera esterna.
Von der Leyen: «Da Ceuta immagini inaccettabili»
«Le immagini provenienti da Ceuta sono inaccettabili. Non possiamo permettere a nessuno di entrare nella nostra Unione senza rispettare le nostre regole», ha detto la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, avvertendo che «gli attraversamenti pericolosi devono cessare immediatamente. Le reti di contrabbando devono essere smantellate e i rimpatri devono essere rapidi, come previsto dalle nostre norme». Von der Leyen ha anche spiegato di aver dato mandato ai Commissari di «fornire supporto per il controllo della situazione». In particolare il Commissario europeo per gli affari interni e la migrazione, Magnus Brunner, già in «stretto contatto con la Spagna» e «pronto a recarsi nei punti critici», fornirà «ulteriore supporto operativo alla Spagna, anche tramite Frontex», mentre il Commissario per il Mediterraneo Dubra Vkasuica «è in contatto con la sua controparte marocchina». «Sono fiduciosa che la nostra stretta collaborazione con il Marocco contribuirà a raggiungere risultati concreti», ha concluso von der Leyen.
Il cambio di paradigma in Europa
In sostanza, se non si tratta di un commissariamento su Madrid, poco ci manca. Del resto, si tratta di prese di posizioni coerenti con il nuovo corso europeo rispetto alla questione migranti e alle sue crisi, in cui il controllo delle frontiere esterne ha sostituito la logica della ricollocazione interna. Si tratta di un cambio di prospettiva in larghissima parte dovuto alla spinta politica italiana, che è riuscita ad aggregare su questo cambio di paradigma partner e Commissione. Ma rispetto al quale la Spagna ha fatto scelte differenti, talvolta apertamente ostili, rivendicando la propria “diversità”, come nel caso della recente maxi sanatoria per la quale 1,2 milioni di migranti irregolari hanno presentato istanza e 570mila sono stati già regolarizzati. Un atteggiamento che ha reso Pedro Sanchez l’idolo della sinistra italiana, il cui strabismo ideologico si manifesta anche in questa in crisi. Per Schlein & co, infatti, il problema non è il lassismo di Sanchez che sta allarmando l’intera Europa, ma l’ipotesi italiana di sospendere Schengen.
La Francia rafforza i controlli alla frontiera
Per capire quali siano gli stati d’animo che percorrono l’Unione basterà dire che la Francia di Macron ha annunciato un rafforzamento dei controlli al confine con la Spagna. Il ministro dell’Interno, Laurent Nuñez, ha reso noto su X di aver ordinato la misura ieri sera e di aver attivato la «Forza di intervento rapido alle frontiere», per effettuare verifiche approfondite. Quanto all’ipotesi di sospendere Schengen avanzata dal governo italiano, Nunez ha detto che «naturalmente verranno presi provvedimenti se ci saranno movimenti verso il territorio spagnolo e, in ogni caso, i controlli alle frontiere saranno rafforzati». Insomma, l’ipotesi non solo è sul tavolo ma è più che contemplata.
I Paesi Bassi e la Svezia richiamano Sanchez alle sue responsabilità
Anche i Paesi Bassi, che hanno un governo di orientamento progressista, hanno espresso «preoccupazione» e hanno invitato il governo spagnolo a fare «il necessario» per «proteggere le frontiere esterne dell’Unione Europea». Si tratta della stessa richiesta arrivata, sebbene con toni più duri, dal premier conservatore svedese Ulf Kristersson: «È importante che la Spagna agisca con urgenza per riprendere il controllo della situazione e adempiere ai suoi impegni nel contesto della cooperazione Schengen», ha scritto Kristersson su X, aggiungendo che il governo è pronto, qualora fosse necessario, ad «adottare le misure necessarie a tutela di ordine e controllo».
Danimarca e Finlandia per la sospensione di Schengen
Per la socialdemocratica prima ministra danese Mette Fredriksen, inoltre, «è ovvio che l’Ue debba adottare immediatamente tutte le misure necessarie e valutare tutte le opzioni, compresa la sospensione della cooperazione Schengen». «L’immigrazione incontrollata rappresenta una minaccia per l’Europa e la Danimarca», ha aggiunto.
Durissima poi la posizione della Finlandia: «La Spagna ha completamente fallito nel proteggere il confine esterno dell’area Schengen dalle incursioni. Questo non può continuare», ha scritto su X la ministra dell’Interno finlandese Mari Rantanen, aggiungendo che «i Paesi che non adempiono al loro obbligo di proteggere il confine esterno non possono essere membri di Schengen». Per Rantanen, così come per la collega titolare delle Finanze Riikka Purra, «tutti i Paesi europei devono sostenere la proposta di Meloni».