L'anniversario
La strage di via Palestro e l’offensiva della mafia. Colosimo: “Lo Stato reagì con fermezza difendendo la democrazia”
Il 27 luglio del 1993 morirono cinque persone, tra vigili del fuoco, agenti di polizia e civili, nell'attentato organizzato da Cosa Nostra
Trentatré anni fa Milano fu oggetto del terribile attentato di via Palestro nella strategia della tensione che Cosa Nostra aveva attivato per aggredire le istituzioni. Oggi la città ha celebrato il ricordo delle cinque vittime innocenti. La presidente della Commissione parlamentare antimafia, Chiara Colosimo, ha voluto sottolineare l’importanza di commemorare quei morti, il loro terribile sacrificio ma anche l’espressione di uno Stato che seppe reagire.
Colosimo: “Cercarono di piegare le istituzioni”
“Il ricordo della strage di via Palestro e degli attentati alle chiese di Roma ci richiama a una delle pagine più drammatiche della strategia stragista mafiosa che, nel 1993, tentò di colpire il cuore dello Stato, il patrimonio culturale e religioso della Nazione e la convivenza civile. Nella strage di via Palestro persero la vita l’agente della Polizia Municipale Alessandro Ferrari, i vigili del fuoco Carlo La Catena, Sergio Pasotto e Stefano Picerno, e Driss Moussafir, cittadino marocchino. Il giorno successivo, gli attentati contro le basiliche di San Giovanni in Laterano e di San Giorgio al Velabro a Roma colpirono luoghi simbolo della nostra identità, seminando paura e provocando numerosi feriti e ingenti danni al patrimonio storico e religioso. La violenza mafiosa cercò di piegare le istituzioni attraverso il terrore, ma trovò uno Stato capace di reagire con fermezza, nel nome della legalità e della democrazia”. Così la presidente della Commissione antimafia, Chiara Colosimo, sui social.
“Resta il dovere della memoria”
“A distanza di anni, il dovere della memoria resta un impegno concreto. Ricordare quelle vittime e rinnovarne il sacrificio significa rafforzare, senza alcun cedimento, il contrasto a ogni forma di criminalità organizzata e riaffermare ogni giorno i valori della giustizia, della libertà e della convivenza civile”, conclude Chiara Colosimo.
Le parole di Sala
“Questa è l’ultima volta che partecipo da sindaco a questa cerimonia a cui tengo molto – ha spiegato il sindaco Giuseppe Sala intervenendo alla commemorazione -. L’attentato vile e disumano che ha colpito Milano 33 anni fa toccò profondamente la nostra comunità”. Il sindaco ha poi ricordato “lo sgomento, il dolore e la rabbia” di quel giorno ma anche la reazione della città: “la dignità e il coraggio, la fermezza e la determinazione con cui la società civile e le istituzioni seppero rispondere a quella sfida ha rappresentato un punto di svolta decisivo nella lotta alle mafie nella città, ma certamente anche nel Paese”, ha concluso il primo cittadino.