Il vertice nella Capitale
Israele e Libano trattano la tregua a Roma. Aoun: “Fatti passi in avanti per il ritiro delle truppe da Beirut”
Oggi e domani i nuovi round di colloqui con il ruolo di mediazione politica dell'Italia
Roma ospita oggi e domani un nuovo round di colloqui tra Israele e Libano , nel tentativo di consolidare il cessate il fuoco e trasformare la tregua in un percorso più stabile. A confermarlo è stata la presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante la conferenza stampa finale del vertice NATO, spiegando che la capitale italiana sarà sede di un’altra tornata negoziale su un dossier che resta delicatissimo per tutta l’area mediorientale.
Aoun: “Si vedono i primi risultati”
L’accordo quadro raggiunto il 26 giugno tra Libano e Israele rappresenta “la migliore formula possibile” e sta cominciando a produrre risultati. Lo ha dichiarato il presidente libanese Joseph Aoun mentre a Roma prosegue il sesto ciclo di negoziati diretti tra le delegazioni dei due Paesi, con la mediazione degli Stati Uniti. “Washington ora ascolta il Libano . I nostri obiettivi sono chiari e non rinunceremo ai nostri diritti”, ha affermato Aoun durante un incontro con una delegazione del Raggruppamento ortodosso.
Le dichiarazioni arrivano a pochi giorni dalla visita del presidente libanese negli Stati Uniti, prevista il 21 luglio su invito del presidente Donald Trump. Al centro dei colloqui di Roma vi e l’attuazione delle cosiddette “zone pilota”, le prime due aree del Libano meridionale nelle quali dovrebbe essere sperimentato il ritiro delle forze israeliane e il successivo dispiegamento dell’esercito libanese. Israele ha espresso la propria disponibilità a procedere, ma le parti restano divise sulla sequenza delle misure da adottare.
Le richieste di Beirut
Beirut chiede che Israele fissi una scadenza certa per lasciare le prime aree occupate, consentendo alle Forze armate libanesi di assumerne il controllo. Israele, dal canto suo, subordina invece il ritiro alla rimozione della presenza militare di Hezbollah e vorrebbe avviare il meccanismo in località nelle quali le proprie truppe non sono attualmente dispiegate. Secondo il quotidiano francofono libanese “L’Orient-Le Jour”, le operazioni israeliane nel sud del Paese sono intanto proseguite, con attacchi aerei e demolizioni nelle località di confine. Aoun ha inoltre invitato le forze politiche libanesi a confrontarsi sulla base dell’interesse nazionale. “Il diritto al dissenso è legittimo, ma non lo è lo scontro”, ha affermato il presidente libanese, secondo cui “l’odio non costruisce uno Stato o le sue istituzioni, ma li distrugge e distrugge ogni possibilità di relazione”.
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