Tensione ad Hormuz
Medio Oriente in bilico: firmato l’accordo tra Israele e Libano, continuano i bombardamenti tra Usa e Iran
Nella notte l'Idf ha bombardato un villaggio al confine tra lo Stato ebraico e il Libano, mentre i militanti di Hezbollah protestano perché non hanno apprezzato l'incontro diplomatico con gli israeliani. A Gaza decine di manifestanti si sono radunati contro Hamas
Esteri - di Gabriele Caramelli - 27 Giugno 2026 alle 11:17
A Washington è stato raggiunto un accordo tra Libano e Israele per un decremento delle ostilità, ma la situazione in Medio Oriente è tutt’altro che serena. Hezbollah ha protestato per le strade, con il deputato Hassan Fadlallah che ha definito i negoziati come delle «concessioni unilaterali e gratuite che non faranno altro che indebolire il Paese e favorire gli interessi del nemico israeliano». La pensa diversamente il presidente libanese Joseph Aoun, che ha ringraziato l’amministrazione Trump «per gli sforzi profusi nell’ospitare e sponsorizzare i negoziati e nel sostenere la posizione del Libano».
Nella notte, il comando centrale americano ha informato di aver condotto raid aerei contro l’Iran, annientando i radar costieri e i depositi di stoccaggio di missili e droni. Nonostante ciò, il Pentagono ha tenuto a precisare che l’operazione non rappresenta una ripresa del conflitto su larga scala. Dopo l’attacco, i Pasdaran avevano annunciato che gli Usa avrebbero ricevuto «una dura risposta che infrangerà le illusioni degli aggressori nella regione». Non si è fatta attendere la risposta del vicepresidente statunitense Jd Vance, che in un post su X ha scritto: «L’Iran ha firmato un accordo di cessate il fuoco. Noi lo abbiamo rispettato. Se hanno delle divergenze sull’attuazione del protocollo d’intesa, possono alzare il telefono. Ma la violenza genererà solo altra violenza».
Medio Oriente in bilico: Libano e Israele firmano la pace, ma gli Usa proseguono contro l’Iran
I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno poi affermato di aver attaccato alcuni obiettivi americani nella regione del Golfo, per vendicarsi degli attacchi subiti: «Se l’aggressione dovesse ripetersi, la nostra risposta sarà più ampia di questa». Nel frattempo, Ibrahim Azizi, capo della Commissione per la Sicurezza Nazionale e la Politica Estera del Parlamento di Teheran, ha scritto su X che i bombardamenti americani sono stati una «violazione sconsiderata» del cessate il fuoco. «Hanno attaccato ancora una volta l’Iran nel bel mezzo dei negoziati – ha proseguito – il presidente statunitense ha dimostrato di non avere alcun impegno nei confronti dei principi del negoziato o di un cessate il fuoco».
La protesta degli abitanti di Gaza contro Hamas
Mentre si firmavano gli accordi di pace tra Israele e Libano stanotte, la città di Makraba è stata colpita da un raid dell’Idf. Ma non finisce qui, perché a Gaza è tornata la tensione dopo che una decina di manifestanti si sono riuniti per protestare contro Hamas, urlando slogan come: «Se Dio vuole, Hamas fuori!». Oppure: «Non siamo pedine!». E ancora: «Vogliamo vivere!». A riportarlo è il Corriere della sera, ricordando che i cittadini hanno manifestato anche contro Israele, che ha condotto i raid truculenti nella Striscia e violato la tregua diverse volte.
L’impegno dell’Italia per la pace
Sulla buona riuscita dei negoziati tra Israele e Libano, si è espresso anche il ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, esprimendo «profondo apprezzamento per l’annuncio dell’accordo raggiunto grazie alla mediazione Usa. Rendere stabile il cessate il fuoco è oggi una priorità per ridurre tensioni e aprire una prospettiva concreta di pace, nel rispetto della sovranità e integrità territoriale del Libano e delle legittime esigenze di sicurezza di Israele». Poi ha aggiunto che «la Difesa continuerà a contribuire con responsabilità e continuità, anche attraverso l’impegno delle proprie Forze armate nelle missioni internazionali, lavorando insieme a omologhi partner e alleati per la stabilità della regione».
Quanto alle tensioni in Iran, è intervenuto il ministro degli Esteri Antonio Tajani al forum di Dubrovnik, spiegando che «nelle scorse ore nello Stretto di Hormuz c’è stata un’azione e una reazione, speriamo che si concluda così, che non ci sia un’altra azione. Certamente è un equilibrio molto instabile, però dobbiamo fare in modo che la situazione possa stabilizzarsi, che è interesse di tutti: interesse dell’Iran. Interesse degli Stati Uniti. E interesse nostro».