Le indagini proseguono
Omicidio Quentin Deranque, altri otto estremisti di sinistra arrestati: accuse anche per associazione a delinquere
Quentin Deranque è morto a Lione a febbraio dello scorso anno, dopo un pestaggio subito dagli antifascisti, mentre cercava di proteggere le ragazze del Collettivo Nemesis. Le indagini sul caso hanno portato a nuovi sviluppi
Esteri - di Gabriele Caramelli - 25 Settembre 2026 alle 15:55
Altri otto militanti di estrema sinistra sono stati arrestati e incriminati per l’omicidio di Quentin Deranque. A darne notizia, inizialmente, è stato Boulevard Voltaire e una fonte vicina alle indagini ha confermato la versione del giornale. Il giovane di destra è morto a Lione il 14 febbraio scorso in ospedale, a seguito di uno scontro con gli antifascisti militanti vicino all’ateneo universitario di Scienze politiche. Quentin si era recato sul posto assieme ad altri suoi amici per difendere un corteo delle ragazze del Collettivo Nemesis, che stavano contestando pacificamente il comizio della deputata Rima Hassan, esponente del partito di sinistra radicale La France insoumise. Cinque dei nuovi indagati sono stati incriminati per associazione a delinquere, dopo essersi presentati davanti ai tre magistrati istruttori il 24 settembre.
Omicidio Quentin Deranque: altri otto arresti per l’omicidio del giovane di destra
Inoltre, in una nota, il procuratore della Repubblica di Lione Thierry Dran ha spiegato che quattro degli otto nuovi indagati sono stati inoltre incriminati anche per violenza aggravata da tre circostanze: per aver commesso l’aggressione in gruppo. Per l’uso di armi e per l’occultamento volontario, parziale o totale, del volto al fine di evitare l’identificazione. Al momento, la Procura ha richiesto la custodia cautelare in carcere per tre indagati e la misura del controllo giudiziario per altri due indagati. Come ha ricordato Dran, dal 14 febbraio scorso «quattordici persone sono state incriminate» nel dossier sulla morte di Quentin.
Le indagini e la detenzione dei due assistenti parlamentari di Raphael Arnault
All’inizio delle indagini, undici antifascisti militanti erano stati posti sotto custodia cautelare. Per ora due sono stati rilasciati e altri nove si trovano ancora in stato di arresto. Tra i sospettati in stato di detenzione ci sono anche due assistenti parlamentari del deputato de La France insoumise, Raphael Arnault. Si tratta di Jacques Elie Favrot e di Robin Chandelard, che al Parlamento lavorava con lo pseudonimo di Robin Michel. L’esponente del partito guidato da Jean-Luc Melenchòn aveva fondato nel 2018 la Jeune guarde antifasciste, che è stata sciolta dal ministero dell’Interno nel 2025. A maggio del 2026, il Consiglio di Stato francese ha confermato che il provvedimento applicato dal dicastero fosse «adatto, necessario e proporzionato alla gravità delle violazioni dell’ordine pubblico».