Un brutto episodio
Iscritto di Azione definisce Salvini “handicappato”. Carlo Calenda si scusa con Matteo… insultandolo
Il segretario di Azione ne approfitta per definire inetto e incapace il vicepresidente del Consiglio
Un uomo, iscritto ad Azione, il partito di Carlo Calenda, ha definito il vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, “handicappato”. Il leader della Lega si è indignato, ricordando giustamente il valore delle persone con disabilità, mentre il senatore ed ex ministro si è scusato con Salvini, insultandolo.
Il fatto
“Comprendo che ci possa essere chi la pensa diversamente da me, chi mi critica anche aspramente, persino chi mi odia. Ma c’è un limite che non dovrebbe essere superato: usare la disabilità come insulto. Quella di questo esponente di Azione non è una caduta di stile, ma una mancanza di rispetto verso milioni di persone. Non chieda scusa a me: chieda scusa a loro e alle loro famiglie”. E’ quanto scrive il leader della Lega e vicepremier Matteo Salvini sui social postando il commento che gli rivolge un iscritto ad Azione.
“La disabilità è una ricchezza”
Salvini ha opportunamente messo in evidenza come la parola, “handicappato” non sia un epiteto, ma un’offesa a milioni di italiani con disabilità che vivono con grande dignità la loro vita. Puntuali sono arrivate le scuse di Carlo Calenda che, in realtà, nascondevano altri insulti verso il leader della Lega.
Le scuse (sbagliate) di Calenda
Piuttosto che prendere le distanze dal suo iscritto, rimarcando la volgarità di un termine inadeguato, Carlo Calenda in apparenza ha dato solidarietà al vicepresidente del Consiglio ma ne ha approfittato per insultarlo. “Mi scuso a nome di @Azione_it con Salvini per l’uso di questo termine. E’ una cosa grave, moralmente sbagliata e anche inutile quando, per descrivere Matteo, si possono usare parole come: inetto, ignorante, incapace, impreparato, ipocrita, inadatto, inutile… questi sono solo gli aggettivi che iniziano con la i”, osserva il senatore. Che proprio non ce la fa a separare i giudizi politici da quelli personali. E che ha perso l’ennesima occasione per fare bella figura.