Altro che integrazione
Indossa il niqab e ritira il premio per l’inclusione femminile a Westminster: l’assurdo caso di Khadija Patel
La giovane musulmana che vive a Bolton, sobborgo di Greater Manchester, è stata premiata perché «attraverso lo sport ha abbattuto barriere culturali, promosso l'uguaglianza e rafforzato la coesione della comunità»
Esteri - di Gabriele Caramelli - 28 Luglio 2026 alle 12:43
Khadija Patel, questo il nome della vincitrice del British Citizen Award, che si è presentata a ritirare il premio con un lungo niqab nero al Westminster Palace. E menomale che la giovane musulmana di Boston, sobborgo di Great Manchester, è anche la fondatrice del Krimmz Girls Youth Club, un’organizzazione che sarebbe impegnata a sostenere «l’emancipazione delle giovani donne». Ma in diversi Paesi mediorientali l’oppressione è rappresentata proprio dall’obbligo di indossare il velo: basti pensare alle rivolte in Iran delle ragazze e anche delle donne adulte, che nei mesi scorsi sono scese in piazza per protestare contro il regime degli ayatollah. Come si legge nelle motivazioni di consegna del premio, Khadija Patel «attraverso lo sport ha abbattuto barriere culturali, promosso l’uguaglianza e rafforzato la coesione della comunità». Strano che si parli di «uguaglianza» e «coesione», visto che a malapena si vedevano i suoi occhi.
Premio all’inclusione femminile alla giovane in niqab: si vedevano a malapena gli occhi
Khadija ha ricevuto il premio anche per aver aiutato «ragazze provenienti da contesti etnicamente diversi e sotto-rappresentati», grazie al Krimmz Girls Youth Club che mira a «promuovere l’inclusione sociale, la salute fisica, il benessere emotivo e lo sviluppo personale». Ma da qui a pensare che il niqab possa essere uno strumento inclusivo ce ne vuole. Sono tante le donne che nel mondo e anche in Europa hanno pagato con la vita il rifiuto del velo islamico.
Un caso eclatante è stato quello di Mahsa Amini, che il 16 settembre 2022 venne assassinata dalla Polizia morale iraniana per non aver indossato correttamente l’hijab. In Italia, invece, è diventato popolare il caso di Saman Abbas, la diciottenne uccisa dai familiari per aver rifiutato le nozze con un cugino in Pakistan e per la sua opposizione ad indossare il velo. L’inclusione, in Occidente, passa soprattutto per la libertà d’espressione di ogni individuo, senza distinzione di sesso.