Welfare
Il governo Meloni lancia il Piano per l’economia sociale: più sgravi fiscali, credito facile e maxi sostegno a 400mila enti
Via libera all’informativa in Consiglio dei ministri. Leo: «Riconosciamo il valore di un settore con 400mila organizzazioni e oltre 1,5 milioni di addetti». Bellucci: «È uno dei motori della crescita della Nazione»
Il governo Meloni accelera sull’economia sociale e porta in Consiglio dei ministri il nuovo Piano d’azione nazionale, destinato a rafforzare un comparto che in Italia conta quasi 400mila organizzazioni, oltre 1,53 milioni di addetti e più di 4,6 milioni di volontari. L’obiettivo è dare piena attuazione alla raccomandazione del Consiglio dell’Unione europea del 27 novembre 2023, individuando gli enti dell’economia sociale e costruendo politiche pubbliche in grado di sostenerne lo sviluppo.
A presentare il Piano sono stati il viceministro dell’Economia Maurizio Leo, il viceministro del Lavoro Maria Teresa Bellucci e il sottosegretario al Mef Lucia Albano, che ha coordinato il tavolo tecnico incaricato di elaborare il documento.
Leo: «Più agevolazioni e meno burocrazia»
Il Piano individua quattro grandi categorie di soggetti: Terzo settore, cooperative, sport dilettantistico ed enti religiosi. Per queste realtà sono previste misure che puntano a rafforzarne il ruolo economico e sociale. «Gli enti verranno riconosciuti come soggetti che svolgono servizi di interesse economico generale – ha spiegato Leo – e potranno beneficiare di interventi agevolativi sul piano tributario, sia sotto il profilo amministrativo sia attraverso una minore imposizione fiscale». Tra gli interventi previsti figurano anche strumenti per semplificare l’accesso al credito, programmi di formazione e informazione e una maggiore valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico e privato destinato a finalità sociali, dall’housing sociale al recupero dei beni confiscati alla criminalità organizzata, fino alla riqualificazione degli impianti sportivi.
Bellucci: «L’economia sociale è un motore della crescita italiana»
Per il viceministro del Lavoro Maria Teresa Bellucci il Piano rappresenta «uno strumento strategico» che rafforza un modello di sviluppo capace di coniugare crescita economica, inclusione e coesione sociale. «L’Italia riconosce nell’economia sociale uno dei motori della crescita della Nazione», ha dichiarato, ricordando come il comparto affondi le proprie radici nella tradizione italiana della solidarietà, della cooperazione e del volontariato. Tra le priorità indicate figurano il miglior accesso agli strumenti finanziari e alle risorse europee, il rafforzamento dell’amministrazione condivisa nel rispetto del principio costituzionale di sussidiarietà, la valorizzazione del volontariato, il sostegno alle politiche attive del lavoro per favorire l’inclusione delle persone più fragili e investimenti nella formazione e nella misurazione dell’impatto sociale. Secondo Bellucci, il Piano completa il percorso avviato dal governo Meloni a favore del Terzo settore, con il consolidamento del quadro normativo e fiscale, il rafforzamento del Registro unico nazionale del Terzo settore (Runts) e lo stanziamento di nuove risorse per gli enti.
Albano: «Una strategia nazionale attesa da anni»
Il sottosegretario Lucia Albano ha ricordato che il Piano è il risultato di quasi due anni di lavoro svolto da un tavolo tecnico presso il Ministero dell’Economia, con la partecipazione di 26 soggetti istituzionali rappresentativi del mondo dell’economia sociale. «L’obiettivo del Governo – ha spiegato – è valorizzare un settore centrale per l’economia italiana, definendo con chiarezza gli operatori dell’economia sociale e mettendo loro a disposizione strumenti adeguati per crescere». Per Albano si tratta di un passaggio storico: «Il governo Meloni interviene con determinazione in un settore rimasto finora privo di una strategia nazionale organica, portando finalmente a compimento un lavoro atteso da anni».