L'incontro con i sindacati
Ex Ilva, Mantovano: “Non commentiamo le sentenze, strana sincronia però con il calendario del governo”
Nessun commento sulla decisione dei giudici in merito alla sospensione delle attività produttive dell’ex Ilva di Taranto. Soltanto la considerazione della “strana sincronia” tra il calendario del governo (che oggi ha incontrato i sindacati) e quello delle toghe. È la valutazione del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano in apertura del tavolo sull’ex Ilva a Palazzo Chigi. Il verdetto dei giudici è arrivato alla vigilia del tavolo programmato con le rappresentanze sindacali.
Ex Ilva, Mantovano: nessun commento solo strana sincronia tra la sentenza e il calendario del governo
“Abbiamo appreso del decreto della Corte d’Appello di Milano, il cui dispositivo inibisce le attività produttive. Dunque un decreto di sospensione delle attività, non di fissazione di condizioni per proseguire, a differenza di quanto scritto da alcune testate. Noi – spiega Mantovano – non intendiamo commentare la decisione. Se non per rilevare anche in questo caso una singolare sincronia tra il calendario del governo, dei confronti con i lavoratori e il calendario giudiziario”.
Il governo va avanti: stanziati ulteriori 100 milioni per la continuità
Ieri il governo ha finanziato lo stanziamento di ulteriori 100 milioni di euro a garanzia della continuità operativa degli impianti siderurgici. Questa – spiega il sottosegretario – la linea del governo Meloni. ”Nessuno di noi farà polemica con l’autorità giudiziaria, ma certo leggere qualcuno di quelli che hanno fatto ricorso dire “abbiamo fatto ‘scacco matto'” stona. Perché questo non è un gioco, non è una partita a scacchi quella che oggi interessa i lavoratori e le aziende”.
Rivalutare la riperimetrazione dell’area a caldo
In prospettiva, ha aggiunto, sarà necessario riperimetrare la gara sull’area a freddo. E valutare l’impatto immediato che questa riperimetrazione comporterà sull’occupazione. Così come le concrete alternative occupazionali da offrire a chi, a seguito della chiusura dell’area a caldo, rischiano di perdere il posto di lavoro. “Allo stesso tempo – ha fatto capire Mantovano – occorrerà individuare quali altri investimenti siano realizzabili, nel breve periodo, nell’area di Taranto e dintorni”.
Stessi problemi anche con una gestione pubblica prevalente
Per quanto riguarda l’ipotesi di partecipazione pubblica, Mantovano ha evidenziato che, anche in presenza di una gestione pubblica prevalente, i problemi derivanti dalle decisioni giudiziarie sarebbero stati i medesimi. “Alla luce delle motivazioni del decreto, infatti, tale scenario non avrebbe determinato un esito diverso. Poiché ci conosciamo da tempo – avrebbe concluso, rivolgendosi ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali – non credo di dover fare invitati al senso di responsabilità. Perché, come è ben noto, abbiamo fatto un percorso insieme, riconoscendoci reciprocamente in questo senso di responsabilità”.