Ulteriori 100 milioni
Ex Ilva, la Corte d’Appello di Milano sospende le attività per 90 giorni. Meloni convoca un vertice d’urgenza: confermato nuovo stanziamento
Ex Ilva, i giudici sospendono le attività dell’area a caldo dello stabilimento di Taranto per 90 giorni. Il governo conferma il nuovo prestito per garantire la continuità. Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha convocato d’urgenza una riunione a Palazzo Chigi a seguito del decreto della Corte d’Appello di Milano che ha disposto la sospensione dell’attività produttiva nell’area a caldo dell’ex Ilva di Taranto. Che comporterà di fatto la chiusura entro 90 giorni. Lo riferisce una nota di Palazzo Chigi. “Si tratta degli impianti essenziali alla capacità produttiva dello stabilimento. Nei quali è impiegata la maggior parte dei lavoratori di Acciaierie d’Italia. Il decreto interviene proprio nel momento in cui si era prossimi alla formalizzazione dell’accordo per la cessione dell’intero complesso industriale a un primario operatore siderurgico”, informa il comunicato.
Ex Ilva il governo convoca vertice d’urgenza dopo lo stop della Corte d’Appello di Milano
“Alla riunione del governo hanno partecipato i ministri Marina Calderone, Tommaso Foti, Giancarlo Giorgetti, Gilberto Pichetto Fratin, Adolfo Urso e i sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari. Il governo prende atto del provvedimento della Corte di Appello di Milano, che interviene alla vigilia del tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali previsto per domani e che, alla luce di tale decisione, rende tale confronto ancora più necessario.
Nonostante i nuovi sviluppi, il Consiglio dei ministri, convocato per questo pomeriggio, conferma – conclude la nota della presidenza del Consiglio – lo stanziamento di un’ulteriore tranche del prestito necessaria ad assicurare la continuità operativa dell’azienda in attesa del perfezionamento della cessione con riferimento all’area a freddo”.
Giorgetti: “Ulteriori 100 milioni per l’amministrazione straordinaria”
Il ministro Giancarlo Giorgetti in conferenza stampa al termine del Cdm ha annunciato altri “100 milioni a favore dell’amministrazione straordinaria di Ilva per completare il percorso di cessione delle attività. Da circoscrivere a freddo in questo caso, che erano in fase di avanzata definizione e che ora dovranno essere aggiornate in base alla sentenza intervenuta”,
Palazzo Chigi conferma un’ulteriore tranche di prestito per la continuità
La Corte d’Appello di Milano – sezione specializzata in materia d’impresa – infatti ha stabilito che l’area a caldo dello stabilimento ex Ilva di Taranto deve essere chiusa entro 90 giorni, “data la presenza di amianto e le emissioni di polveri sottili superiori a limiti di legge”. Nel provvedimento a firma della giudice Marianna Galioto, in parziale riforma del decreto impugnato, si ordina a Ilva, Acciaierie d’Italia e Acciaierie d’Italia holding, tutte in amministrazione straordinaria, “la sospensione dell’attività produttiva dell’area a caldo dello stabilimento Ilva di Taranto. Assegnando a queste ultime il termine di giorni novanta, decorrente dall’ultima comunicazione del provvedimento, per il completamento delle operazioni di sospensione sotto la sorveglianza dell’autorità di controllo”.
Polvere sottili e amianto superiori ai limiti di legge
La Corte d’Appello rimette “all’autonomia di gestori e proprietari degli impianti l’iniziativa di ripresa dell’attività, quando essi avranno rimosso integralmente l’amianto ancora presente negli impianti. Adottato le misure necessarie per ricondurre l’emissione delle polveri sottili entro limiti di sicurezza, con riferimento allo scenario produttivo autorizzato di 6 milioni di tonnellate all’anno. E comunque nell’ambito della cornice procedimentale amministrativa nei termini precisati dalla sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea”.