Tutti in campo per Lepore
Dopo Prodi anche Bersani scivola su Bologna: Fakir è “l’uomo ucciso”. E verso gli agenti feriti ancora nessuna solidarietà
Il commento - di Giovanna Ianniello - 25 Luglio 2026 alle 12:26
Nel tentativo di difendere il sindaco Matteo Lepore, dopo la guerriglia urbana messa in atto a Bologna da antagonisti, collettivi e centri sociali rossi un nuovo scivolone arriva dalla sinistra. Se Romano Prodi nell’intervista al Quotidiano Nazionale è arrivato addirittura a mettere in dubbio la ‘matrice’ delle devastazioni di piazza per non far dimettere il primo cittadino, un altro ‘padre nobile’ ex dem ed emiliano ha regalato agli italiani una perla degna di nota: Pier Luigi Bersani.
“In Francia, Germania e Spagna le manifestazioni violente finiscono con centinaia di arresti: in Italia i poliziotti hanno le mani legate”
Paolo Liguori a #4disera News pic.twitter.com/6Bc49Fd9VO
— 4 di sera (@4disera) July 23, 2026
Nel corso di una intervista mandata in onda durante la trasmissione Mediaset “4 di sera” condotta da Francesco Vecchi, l’ex candidato premier della coalizione del centrosinistra nel 2006, che si presentò agli italiani parlando di macchie e giaguari, ha risposto alla domanda sul rapporto tra sinistra e forze dell’ordine, soprattutto dopo la mancata solidarietà agli agenti che anche stavolta si è verificata. E nel doppio tentativo di difendere Matteo Lepore, che non ha espresso una parola di vicinanza alla Polizia, e di attaccare il governo Meloni, Bersani ha buttato la palla in tribuna parlando di storia e di Bologna. Tutto nella norma, fino all’affermazione che ha spiazzato la platea: nella piazza convocata da Lepore “si è dato voce alla nipote dell’uomo ucciso che ha dato un messaggio di una civiltà assoluta”.
Se c’è un uomo ucciso si tratta di omicidio?
Bersani dunque non ha dubbi: Fakir è stato ucciso. E questo vuol dire che se c’è una uccisione c’è anche un assassino, a meno che la lingua italiana non sia un’opinione per il ‘democraticissimo’ leader storico della sinistra.
Di cosa si sia trattato non è dato sapere: lapsus o retro-pensiero, non si sa. Ma quello che è noto, è che non è passato inosservato grazie al quotidiano Il Tempo che oggi, con il direttore Daniele Capezzone, racconta in prima pagina perché se si lascia “parlare i compagni a briglia sciolta, quelli (senza volerlo) confesseranno tutto, incluse le loro pulsioni profonde, le attitudini antiche e sempre nuove, malamente nascoste dietro il mascheramento politicamente corretto di questi anni”.
La soluzione contro gli antagonisti rossi, per Bersani è l’azione delle forze dell’ordine
Ma l’uscita di Bersani non finisce qui. Dopo aver sottolineato che è lo Stato a dover arginare i violenti nelle piazze della sinistra antagonista, anche con azioni preventive delle forze dell’ordine (ovvero quelle che la sinistra contesta) e dei sistemi di sicurezza, ha affermato: “Cioè, dobbiamo metterci a fare i poliziotti noi che siamo di sinistra”??. Ma figuriamoci se si può chiedere a loro. Al massimo, sarebbero disposti a chiamare un’altra piazza per rivendicare la libertà di manifestazione e l’oppressione del governo che fa fare alle forze di polizia ‘azioni preventive’ prima delle manifestazioni.
Quindi, dopo la solidarietà mai arrivata agli agenti feriti nella guerriglia urbana messa in atto dagli antagonisti e la differenza tra “morto” e “ucciso” sul vocabolario della lingua italiana, c’è un’altra cosa che la sinistra italiana e i suoi saggi esponenti sembrano non conoscere: la coerenza…