Responsabilità della sinistra
Debiti nella sanità pugliese, la Corte dei conti smonta completamente la narrazione di Decaro: 349 milioni di euro di deficit
L'organismo contabile inchioda tutte le gestioni progressiste della Regione. L'attacco di FdI
La Corte dei conti, in occasione della parificazione del rendiconto 2025 della Regione Puglia la cui udienza si è tenuta ieri, smonta “la narrazione di parte, portando alla luce l’evidenza dei dati” fatta dal presidente della regione Antonio Decaro in relazione al deficit da 349 milioni di euro nella sanità. Mettendo in luce un fatto ovvio e cioè che la sinistra, che governa da oltre vent’anni la Regione, e il suo attuale presidente hanno enormi responsabilità. Mentre l’ex sindaco di Bari aveva avuto il coraggio di imputare il deficit al governo Meloni.
FdI: “Decaro zittito”
L’europarlamentare di FdI, Picaro, attacca duramente il governatore pugliese. “Ha provato a scaricare le responsabilità del disastro al quale stiamo assistendo sul governo Meloni, sostenendo che il problema fosse imputabile alle insufficienti risorse trasferite dallo Stato”. Il buco nel bilancio regionale sarebbe invece “figlio della cattiva gestione regionale del comparto sanità” e “pesa enormemente sulle spalle dei cittadini i quali ne pagano direttamente le conseguenze vedendosi aumentare l’addizionale Irpef”. I magistrati contabili avrebbero certificato che la questione “non è la mancanza di risorse da parte del governo Meloni – sostiene Picaro – bensì le modalità con cui la sinistra ha amministrato la sanità pugliese”.
“Disavanzo storico e fuga dei pazienti”
Giovanni Maiorano, deputato di Fratelli d’Italia, rincara la dose contro Decaro. “Un disavanzo sanitario cresciuto del 314% rispetto all’anno precedente e un saldo negativo della mobilità sanitaria superiore ai 253 milioni di euro rappresentano il risultato di anni nei quali la gestione della sanità pugliese non è riuscita a garantire pienamente equilibrio nei conti e qualità dei servizi. Il conto della malagestione ricade sui cittadini Ancora più grave è ciò che questi numeri significano per i cittadini: una Puglia che perde attrattività sanitaria e migliaia di persone costrette a rivolgersi ad altre regioni per curarsi. Dopo anni di annunci e riorganizzazioni, il conto di una gestione che non ha prodotto i risultati attesi rischiando oggi di ricadere sui pugliesi attraverso maggiori sacrifici fiscali e servizi che continuano a presentare criticità”.