Alla fermata del bus
Rabbino aggredito a Milano, fermati tre maranza. La Russa: «Episodio inquietante». Bignami: «Clima d’odio antisemita»
Un rabbino sessantenne è stato aggredito e insultato a Milano da tre uomini mentre aspettava l’autobus nella zona di Bande Nere. A denunciare l’episodio è Walker Meghnagi, presidente della Comunità ebraica di Milano. La polizia, dopo la denuncia della vittima, avrebbe già individuato i presunti aggressori. Come riporta Il Giorno, i poliziotti intervenuti sul posto hanno identificato tre giovani di età compresa tra 19 e 21 anni, di cui due sarebbero nati in Italia da genitori tunisini e uno sarebbe nato in Marocco.
Rabbino aggredito a Milano, la denuncia di Meghnagi
«Una cosa così violenta non è mai successa», ha raccontato Meghnagi all’ANSA. Il rabbino sarebbe stato preso a calci e pugni; gli aggressori gli avrebbero tolto il cappello, calpestandolo, e gli avrebbero sputato addosso.
Secondo quanto riferito da Meghnagi, si tratterebbe di «tre persone di origine araba». Spetterà alle indagini ricostruire dinamica e movente dell’aggressione.
La Russa: «Episodio inquietante»
Numerose le reazioni politiche. Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha definito l’aggressione «un episodio inquietante che non può essere sottovalutato», sottolineando che «la violenza e l’odio antisemita non possono trovare spazio nella nostra società». Ha quindi richiamato la necessità di attendere che le indagini chiariscano «dinamica e movente dell’aggressione».
Per il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, quanto accaduto conferma invece la presenza di «un clima d’odio antisemita strisciante e pericoloso», spesso alimentato, a suo giudizio, «da frange radicali legate al mondo della sinistra e dei collettivi».
Bignami ha rivolto un plauso alle forze dell’ordine per la rapida individuazione dei presunti aggressori e ha aggiunto: «Chi aggredisce un cittadino per il suo credo deve essere punito con il massimo rigore della legge».
Anche la presidente dei senatori di Forza Italia, Stefania Craxi, è intervenuta sull’aggressione: «Ogni forma di odio e antisemitismo va respinta senza ambiguità».
Romano: «Capire chi siano i mandanti morali»
Più articolato l’intervento di Davide Romano, direttore del Museo della Brigata Ebraica di Milano. L’individuazione dei tre presunti aggressori, ha detto, è «un passaggio fondamentale», ma ora occorre «capire chi siano i loro mandanti morali».
Romano sostiene che dopo il 7 ottobre 2023 si sia assistito a una sorta di «via libera all’odio antiebraico» e rivolge un appello alla politica, «e in particolare a certa sinistra», affinché abbassi i toni.
«Il nostro obiettivo prioritario deve essere quello di portare la pace in Medioriente, non di importare la guerra a casa nostra», ha affermato.
Romano ha infine rilanciato l’urgenza di approvare il disegno di legge contro l’antisemitismo, chiedendo un segnale delle istituzioni a tutela della sicurezza e della convivenza civile.
Le indagini proseguono per ricostruire l’esatta dinamica dell’aggressione e accertarne responsabilità e movente.