L'operazione trasparenza
Covid, il 28 luglio Arcuri in commissione. Una relazione tecnica smonta il protocollo terapeutico di Conte e Speranza
Il commissario straordinario dell'epoca chiamato a rispondere. L'uso della Tachipirina e la "vigile attesa" furono un errore
Si terrà martedì 28 luglio l’audizione di Domenico Arcuri nella Commissione di inchiesta sul Covid. Arcuri all’epoca della pandemia era commissario straordinario con pieni poteri. Intanto una relazione tecnica smonta l’approccio terapeutico voluto dal governo Conte nelle prime fasi del virus.
Le parole di Bignami
Galeazzo Bignami, capogruppo di FdI alla Camera, intervenendo proprio in Commissione aveva acceso i riflettori su Arcuri. Ripercorrendo le numerose richieste che aveva formulato in qualità di cittadino al Ministero della Salute, Bignami era stato costretto a chiedere l’accesso agli atti e a ricorrere al Tar. “Arcuri mi chiese di ritirare quell’accesso ma non lo feci”, ha detto Bignami.
Ma ad Arcuri verrà chiesto conto anche del perché l’Italia regalò mascherine ai cinesi quando non ne aveva a sufficienza per sé, perché fu fatto sbarcare un volo da Wuhan quando la Cina aveva chiuso la città e perché ancora le mascherine acquistate da Pechino non erano a norma e chi e come non effettuò i controlli previsti.
FdI:”Perché la Tachipirina e la vigile attesa?”
Intervenendo sulla prima fase del virus, il capogruppo al Senato di FdI, Lucio Malan, ha sottolineato il ritardo che si registrò nell’approccio terapeutico: “Durante la prima fase della pandemia l’ostinazione per il protocollo ‘Paracetamolo e vigile attesa’ da parte di Ministero della Salute e Aifa ha suscitato un sovraccarico di ospedalizzazioni di pazienti già in fase avanzata della malattia. Se ci fosse stata una maggiore apertura verso altre terapie, probabilmente ne avremmo tratto enorme giovamento. È questa la considerazione cui si giunge leggendo la perizia di Simona Amato, consulente della commissione Covid”, dice Malan.
Quelle linee guida “non avevano un fondamento scientifico valido: è la conferma di quanto già emerso da diverse audizioni in commissione Covid”, attacca la capogruppo di FdI nell’organismo di vigilanza, Alice Buonguerrieri.
“Speranza risponda sui fatti”
“È doveroso che l’allora ministro Roberto Speranza risponda di questi dati”, aggiunge la Buonguerrieri, trovando sulla stessa linea il collega di partito e vicepresidente della commissione, Francesco Ciancitto, secondo cui dalla consulenza emerge che la strategia della ‘vigile attesa’ risultò “carente sia sul piano sanitario sia su quello pratico”. Il ministero adottò un approccio “eccessivamente rigorista e attendista”, gli fa eco il senatore Ignazio Zullo, puntando il dito anche contro la posizione del governo Conte sul caso del plasma iperimmune, soluzione “molto osteggiata nonostante in altri Stati europei fosse sperimentata”.