Il punto
Caso Fakir, 12 indagati per gli scontri. La Procura al legale della famiglia: «La terzietà delle indagini garantita dai pm»
L'avvocato Anselmo ha ripetutamente chiesto che a indagare non sia la polizia, ora è arrivata la risposta dei pm. L'avvocato Bordoni, legale degli agenti, chiede di ricostruire la sequenza cronologica attraverso il montaggio dei video
La Procura di Bologna ha aperto un fascicolo per i disordini scoppiati la sera del 20 luglio in città, nel corso della manifestazione promossa dal sindaco Matteo Lepore il giorno dopo la morte di Abderrahim Fakir. Ci sono 12 indagati. Le accuse, a vario titolo, sono di resistenza a pubblico ufficiale, travisamento e danneggiamento.
Il messaggio dei Pm all’avvocato della famiglia Fakir
Prosegue contestualmente il lavoro dei pm per accertare le cause della morte di Fakir nel corso dell’intervento della polizia. E arriva anche un messaggio indirizzato al legale della famiglia, l’avvocato Fabio Anselmo, che chiede con insistenza che a indagare non sia la polizia ma un altro corpo, lamentando rischi per l’indipendenza delle indagini: «La terzietà delle indagini – ha fatto sapere la Procura – è garantita dal lavoro di un pool di magistrati».
«Mi fido dei magistrati, ma il clima creato dalla politica è irrespirabile», è stato il commento dell’avvocato Anselmo, che ha puntato l’indice contro governo e sindacati di polizia che a suo dire avrebbero compiuto «interventi a gamba tesa» nocivi per le indagini.
La questione della fiducia nella magistratura
Il messaggio fatto arrivare dalla Procura suona però come un altolà rispetto a un non detto delle richieste di accertare i fatti in maniera accurata e indipendente che si sono levate intorno al caso già a partire dalla manifestazione poi sfociata in scontri a Bologna. A mettere in guardia dal retropensiero rintracciabile dietro queste richieste è stato per primo il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, in un’intervista rilasciata al Tg1 qualche giorno fa in cui parlava proprio di quella piazza: «Chi fa professione di espressioni pregiudizialmente contrarie alle forze di polizia vuol dire che non ha fiducia né nelle nostre forze di polizia né nella magistratura che dovrà accertare che cosa è successo», è stata la riflessione, accompagnata da un invito ad «avere fiducia nell’autorità giudiziaria». Una richiesta che oggi riecheggia anche nelle parole della Procura di Bologna.
La richiesta dell’avvocato degli agenti
Prosegue anche il lavoro del legale degli agenti, Gabriele Bordoni, che ha chiesto di comporre tecnicamente i molti video a disposizione per ricostruire cronologicamente quanto accaduto durante il controllo di polizia in cui è morto Fakir. «Abbiamo tanti video segmentati e grazie a un bravo tecnico possiamo metterli temporalmente in fila e avere una cronologia esatta dei fatti, dall’inizio alla fine», ha detto l’avvocato parlando con l’agenzia di stampa Adnkronos. «Ho chiesto anche di migliorare la qualità audio e video. Più materiale abbiamo e meglio è, perché – ha aggiunto – i due agenti non hanno compiuto alcuna violenza». Domani verrà affidato l’incarico per la consulenza sul cellulare di Fakir e la Procura deciderà anche sull’istanza presentata da Bordoni.