La guerra e i prezzi
Caro carburanti, il governo lavora a un nuovo taglio delle accise mobili nei giorni dell’esodo estivo
Governo al lavoro sul caro benzina. Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha avuto oggi un confronto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti. Al centro del colloquio la situazione economica generale, con particolare attenzione all’andamento dei prezzi dei carburanti. Il Governo sta approfondendo le possibili iniziative da adottare, anche con riferimento all’eventuale attivazione del meccanismo delle accise mobili. Da quando è scoppiata la guerra in Iran, il governo ha calmierato i prezzi dei carburanti con un taglio secco delle accise. Prima di 20 centesimi al litro, poi di 10, infine di 5. Misure costate miliardi di euro alle casse dello Stato. Oggi, venerdì 24 luglio, il prezzo medio dei carburanti in modalità ‘self service’ lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,968 euro al litro per la benzina (contro il prezzo di ieri a 1,957) e 2,161 euro al litro per il gasolio (ieri era 2,141). Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 2,059 euro al litro per la benzina e 2,228 euro al litro per il gasolio. L’Unione nazionale consumatori (Unc) calcola che sulla rete stradale in 24 ore un litro di gasolio si paga 2 cent in più, e per un rifornimento si deve sborsare esattamente 1 euro più di ieri. I prezzi del petrolio, dopo l’ennesima fiammata di giovedì, sono leggermente scesi: il Brent con consegna a settembre ha ripiegato tra i 96 e i 97 dollari. A New York, nel pomeriggio il Wti era in calo del 2,94%, ma comunque a 89,48 dollari, un valore elevato rispetto a prima della guerra in Iran.