Un nuovo approccio
Anche in Tunisia linea dura sui migranti irregolari: “Dobbiamo difendere la nostra sovranità”. Migliaia di rimpatri nel 2026
Il deputato Tarek Rebei rilancia l'importanza della cooperazione con l'Europa. Tunisi ha usato il pugno di ferro contro quanti provengono dalla zona subsahariana. Eccellenti i rapporti con l'Italia
“La Tunisia rifiuta ogni ipotesi di insediamento dei migranti sul proprio suolo e difende la propria sovranità sul territorio nazionale”. Lo ha dichiarato Tarek Rebei, deputato dell’Assemblea dei rappresentanti del popolo (ARP) tunisina, presidente del Gruppo nazionale indipendente e membro della Commissione per gli Affari esteri, la cooperazione internazionale, i tunisini all’estero e la migrazione del Parlamento tunisino. Rebei, intervistato dall’agenzia di stampa Italpress, ha sottolineato l’importanza di un approccio alla questione migratoria fondato sullo sviluppo economico e non esclusivamente sulle misure di sicurezza. Migliaia i rimpatri effettuati dall’inizio dell’anno dal governo di Tunisi.
“L’approccio della sicurezza”
“L’approccio efficace per affrontare la questione migratoria deve essere principalmente di natura economica e legato allo sviluppo, non solo securitario”, ha spiegato il parlamentare. Secondo Rebei, è necessario “rafforzare gli investimenti in Tunisia e creare opportunità di lavoro per i giovani”, intervenendo sulle cause economiche della migrazione irregolare.
“Coordinare gli interventi”
“La soluzione passa anche attraverso l’apertura di canali legali e organizzati per la mobilità tra Tunisia ed Europa, oltre al rafforzamento della cooperazione tra il continente europeo e quello africano per affrontare le cause profonde della migrazione irregolare”, ha aggiunto il deputato. Rebei ha inoltre evidenziato che le iniziative legislative sul tema devono tenere conto della sovranità nazionale del Paese, degli obblighi internazionali e degli impegni del Paese in materia di diritti umani e tutela delle persone migranti. Dal dicembre 2025, Rebei è presidente del Gruppo parlamentare al-Wataniya al-Mustaqilla (Nazionale Indipendente). Nel suo percorso parlamentare si è occupato inizialmente di relazioni esterne e migrazione, estendendo successivamente la propria attività ai dossier legati allo sviluppo, alle infrastrutture, ai trasporti e all’urbanistica.
Crocevia del centro Africa: i rimpatri nel 2026
La gestione e la situazione dei migranti in Tunisia ruotano attorno all’accelerazione dei rimpatri volontari assistiti verso i paesi d’origine. Oltre 3.000 rimpatri sono stati organizzati dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM Tunisia) solo nei primi sei mesi del 2026. I migranti che arrivano in Tunisia provengono principalmente dai Paesi dell’Africa subsahariana (sia occidentale che orientale) e, in misura minore, da alcune nazioni del Medioriente e del Nordafrica. La Tunisia rappresenta per loro una tappa di transito fondamentale lungo la rotta del Mediterraneo centrale verso l’Europa.
L’Italia, grazie anche al Piano Mattei, ha intessuto rapporti eccellenti con Tunisi, proprio per limitare gli approdi nel nostro Paese. Un rapporto stretto come con quasi tutti i Paesi africani interessati dal fenomeno della migrazione e che sta dando buoni frutti.