Immediati i soccorsi
Altra tragedia sul lago di Como: disperso un turista olandese tuffatosi in acqua per salvare il figlio
L'uomo ha 45 anni e si è inabissato. Il lago è il più pericoloso d'Italia per i bagnanti per la sua profondità
Si è tuffato quando ha visto il figlio in acqua in difficoltà, il turista olandese che si è inabissato nel lago di Como dopo mezzogiorno e che ora Guardia costiera e vigili del fuoco stanno cercando. Secondo le prime informazioni fornite dalla Guardia costiera, l’uomo si è tuffato dalla barca perché ha visto il figlio sedicenne in difficoltà. A quel punto, l’imbarcazione si è allontanata. I due hanno cercato di raggiungerla. Il figlio è stato tratto in salvo da una persona che era su una tavola da stand up paddle, mentre il padre si è inabissato. L’uomo è un quarantacinquenne.
Gli altri due figli sono rimasti sul natante. I ragazzi hanno attirato l’attenzione di alcuni pescatori di passaggio che hanno issato a bordo il giovane finito in acqua, ma non hanno avuto modo di vedere il padre.
Partita la batteria dei soccorsi
Subito sono intervenuti la Guardia costiera e vigili del fuoco, dopo diverse segnalazioni arrivate al 112. Sul posto sono arrivati i pompieri di Menaggio, i vigili del fuoco soccorso acquatico di Como, i vigili di Dongo con una barca d’appoggio, i sommozzatori dei vigili arrivati con l’elicottero da Malpensa, mentre altri specialisti sommozzatori sono in arrivo da Torino.
La piccola Arwa
Pochi giorni fa la piccola Arwa Rfali, una bambina di 10 anni, era morta annegata di fronte al Tempio Voltiano dopo essere stata trascinata a largo da un’improvvisa onda. Il 16 giugno, invece, un uomo aveva perso la vita precipitando nelle acque del lago con la propria automobile a seguito di un incidente stradale nel comasco.
Il lago più pericoloso d’Italia
Il Lago di Como è considerato uno dei corpi d’acqua più pericolosi d’Italia per i bagnanti a causa di una combinazione di fattori fisici e morfologici unici. Il lago più profondo d’Italia che raggiunge i 410 metri. Il fondale non degrada dolcemente ma sprofonda a picco già a pochissimi metri dalla riva. La presenza di fiumi immissari (come l’Adda) e dighe crea forti correnti invisibili in superficie. Sotto i primi strati superficiali riscaldati dal sole, l’acqua rimane freddissima (spesso sotto i 10-12 °C).