Dopo otto ore di ricerche
Ancora una tragedia in acqua: ritrovato il corpo della bambina di nove anni che si era tuffata nel lago di Como
Nella zona c'era il divieto di balneazione. Il pericolo di fiumi e laghi spesso sottovalutato
È stato recuperato dai Vigili del fuoco il corpo della bambina di nove anni che nel primo pomeriggio di ieri si era tuffata nel lago di Como, al largo del capoluogo lombardo, nel tratto di fronte al Tempio Voltiano, senza più riemergere. La piccola era in compagnia dei genitori
Una tragedia evitabile
La bambina, di nazionalità marocchina, si era recata presso la zona del Tempio Voltiano sul ramo del lago reso celebre da Manzoni. Un posto dove esiste, ed è scritto in tutte le lingue, il divieto di balneazione per la pericolosità dei fondali, che creano un vortice e possono portare all’annegamento. Arwa Rfali il suo nome, era scomparsa nelle acque antistanti i giardini del lago. L’allarme è scattato intorno alle ore 15 di ieri quando la bimba non è stata vista riemergere dal Lario, inghiottita dall’acqua. In base alle prime informazioni la piccola, che era in compagnia dei genitori, è scomparsa sott’acqua mentre giocava con alcuni coetanei a pochi metri dalla riva, in un punto in cui il terreno scende a precipizio e che in passato aveva già causato altri annegamenti.
Dopo otto ore di ricerche il corpo della piccola è stato individuato dalle squadre dei sommozzatori sul fondale sabbioso delle acque antistanti il Tempio. L’area del Tempio Voltiano si trova in pieno centro, a pochi metri da piazza Cavour, dallo stadio Sinigaglia e dalla diga foranea (la passeggiata pedonale che termina con l’opera The Life Electric di Daniel Libeskind). L’area è una delle più frequentate dai turisti.
Ma è anche una delle parti più pericolose del lago di Como, proprio per il vortice che si crea all’interno dell’acqua e che rende difficile rimanere a galla o evitare di essere trascinati dalle correnti alpine.