37mila già fuori
Volkswagen ormai è crisi nera: centomila dipendenti in uscita e quattro fabbriche in chiusura in Germania
L'azienda non riesce a reggere la crescente pressione dei concorrenti cinesi e abbandona la produzione in patria
Volkswagen starebbe valutando la chiusura di quattro stabilimenti tedeschi e un’accelerazione dei tagli occupazionali, arrivando a coinvolgere fino a centomila persone. Questa potrebbe essere la più grande riorganizzazione nella storia della casa automobilistica tedesca. I membri del consiglio di sorveglianza di Volkswagen sono stati informati dei piani, che saranno discussi in una riunione il 9 luglio, mentre l’azienda si trova ad affrontare la crescente pressione dei concorrenti cinesi.
La crisi della grande industria tedesca
Secondo diverse fonti, la chiusura degli stabilimenti di Hannover, Zwickau, Emden e del sito Audi di Neckarsulm metterebbe a rischio oltre 45.000 posti di lavoro. Ciò si aggiungerebbe ai 50.000 tagli concordati con i sindacati alla fine del 2024. Oliver Blume, diventato CEO di Volkswagen quasi quattro anni fa, ha presentato i piani ai dirigenti all’inizio di questa settimana, nel tentativo di ottenere il consenso del management per i drastici tagli, che probabilmente incontreranno una forte resistenza da parte dei sindacati e dello Stato della Bassa Sassonia, secondo azionista della società.
Il taglio agli investimenti
La seconda casa automobilistica al mondo potrebbe anche ridurre gli investimenti previsti di circa il 15%, portandoli a poco più di 130 miliardi di euro nei prossimi cinque anni. Blume e il direttore finanziario Arno Antlitz puntano a una ristrutturazione radicale dell’azienda che prevede anche la separazione del marchio principale VW e delle attività relative ai componenti in entità distinte. Un portavoce di Volkswagen si è rifiutato di commentare dei “documenti riservati”, aggiungendo che “l’intero gruppo, inclusi i suoi marchi e le sue filiali, deve subire un cambiamento di vasta portata”. Il consiglio di fabbrica della VW e il potente sindacato tedesco IG Metall hanno promesso di opporsi a queste misure, affermando che, “qualora tali piani dovessero andare avanti, faremo tutto il possibile per impedirlo“. Porsche SE, la società di investimento delle famiglie Porsche e Piech e maggiore azionista di Volkswagen, non ha commentato. Nell’esercizio finanziario 2025 la forza lavoro globale del gruppo era di 667.164 dipendenti, di cui quasi il 43% impiegato solo in Germania.
Già 37mila dipendenti in uscita
Il gruppo intanto ha finalizzato gli accordi contrattuali per l’uscita di oltre 37 mila dipendenti nell’ambito del programma di riduzione dei costi attualmente in corso. Lo riferisce il quotidiano tedesco “Handelsblatt”, citando fonti aziendali. Secondo quanto riportato, circa 27 mila dipendenti lasceranno il gruppo su base volontaria entro la fine dell’anno, il restante nel corso del 2027. La conferma della grave crisi industriale che attraversa da tempo la Germania, non più ormai locomotiva dell’Europa.