Tutti contro tutti
Volano stracci nel campo largo, Guerini silura Elly&co su tutto, dalla difesa alla patrimoniale. “Le elezioni non si vincono sommando i partiti”
L’ex ministro dem mette a nudo il fallimento del Pd targato Schlein: «Campagna elettorale tra noi invece che contro gli avversari al governo»
Va bene che si definisce campo largo, ma lo spazio per un’intesa comune della fatidica alleanza sembra sempre più stretto. Altro che coalizione alternativa: nel centrosinistra l’unica vera specialità della casa resta il tiro al bersaglio interno. epicentro dello scontro, il Pd a guida Elly Schlein, rispetto al quale notoriamente Lorenzo Guerini – uno dei principali esponenti dell’area riformista del Partito Democratico – si colloca all’opposizione intestina (tanto per cambiare).
Guerini, tutti contro tutti nel “campo largo”
Non stupisce allora, ma rende bene l’idea dello stato dell’arte, che oggi, nel giorno dell’addio ufficiale di Pina Picierno a Nazareno e segretaria, in un’intervista al Corriere della sera il riformista sulle barricate, demolisca il feticcio dell’alleanza progressista, mettendo a nudo il re su programma e leadership fortemente in discussione (a partire dalla loro reale esistenza).
Volano stracci nel Pd. E Guerini demolisce la linea Schlein
Il dibattito è infuocato, e Guerini è nel lungi dal buttare acqua sul fuoco. Anzi: «Da tempo dico che è necessario. Le elezioni non si vincono per una sommatoria di partiti – afferma –. Ma con un progetto politico condiviso, che mobiliti entusiasmo ed interesse nel Paese. È venuto il momento, anche se qualcuno resistesse per tenersi le mani libere. Ma così si fa campagna elettorale contro gli alleati invece che contro la destra».
Guerini gela il solito, vecchio feticcio della patrimoniale cara a elly e compagni
L’esponente dem fotografa così il fallimento di un'”armata Brancaleone” dove «si fa campagna elettorale contro gli alleati invece che contro la destra», specialmente ora che la sinistra identitaria ha rispolverato il suo vecchio, logoro feticcio: la tassa patrimoniale. «La priorità delle priorità è la crescita e gli stipendi degli italiani», taglia corto l’ex ministro, gelando i nostalgici delle tasse.
Guerre reali e battaglie tra correnti interne e ami-nemici del campo largo
Ma lo scontro non è solo teorico (e gli stracci che volano nel centrosinistra sono più che metaforici) e investe la politica reale e la linea internazionale. Del resto, come noto, le principali divergenze tra Guerini e la segretaria riguardano Ucraina e Difesa – con Guerini che sostiene fermamente l’invio di armi a Kiev e l’aumento delle spese per la difesa, criticando le posizioni più “pacifiste” della segreteria. Alleanze: rispetto alla quale l’ex ministro si oppone a una intesa strutturale con il Movimento 5 Stelle, proponendo invece un Partito Democratico a forte vocazione maggioritaria, capace di guidare una coalizione riformista. E le correnti interne: non per altro, per rafforzare le istanze del riformismo dem, Guerini ha promosso la nascita di una nuova area di minoranza, distanziandosi chiaramente dalla gestione del Nazareno.
Per i riformisti del Pd «passi avanti su mozione» ma «non equivale a luce verde» sul testo
E allora, Fonti parlamentari riferiscono di un’assemblea del gruppo dem ad alta tensione. Sulla mozione unitaria (firmata da Pd, M5S, Avs e Iv) contro il Patto di Stabilità, i riformisti guidati da Guerini hanno frenato bruscamente l’entusiasmo della Schlein esprimendo un timido «apprezzamento per i passi avanti fatti» e per il lavoro di «mediazione» che è stato svolto. Un apprezzamento «sincero» anche se in calce si fissa il solito paletto di circostanza: «Non equivale a una luce verde» sul testo definitivo.
Di certo, allora, c’è che il Consiglio europeo è alle porte. E che i riformisti non intendono inseguire Conte sulle barricate anti-Ue. Che gli stracci volano, le correnti si sbranano e il “campo largo” si conferma per quello che è: un’illusione ottica tenuta insieme solo dalla battaglia contro il governo di centrodestra.