La crisi in Medioriente
Usa-Iran, il giallo del vertice a Doha: Trump conferma l’incontro, Teheran smentisce e la situazione a Hormuz resta tesa
Il presidente americano aveva parlato di appuntamento importante, ma il bilaterale è saltato
Stati Uniti e Iran invieranno delegazioni a Doha per seguire l’attuazione del memorandum d’intesa di Islamabad, ma Teheran nega che siano previsti negoziati diretti con Washington. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato dalla Casa Bianca che un team statunitense si prepara a recarsi oggi a Doha per partecipare a una sessione di colloqui, definendo il possibile incontro “importante”. La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha affermato che gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner si recheranno nella capitale del Qatar per incontri ad alto livello questa settimana, nel quadro delle discussioni sul memorandum d’intesa con l’Iran.
Eppure, la posizione di Teheran è diversa. Secondo il ministero degli Esteri iraniano, una delegazione della Repubblica islamica si recherà in Qatar per seguire l’attuazione degli impegni previsti dal memorandum, ma non sono in programma negoziati con gli Stati Uniti «a nessun livello». I media iraniani riferiscono che la missione sarà concentrata sugli aspetti tecnici dell’intesa, compresi gli impegni statunitensi relativi alla revoca delle sanzioni petrolifere e allo sblocco dei fondi congelati.
L’impegno americano
Washington, da parte sua, presenta la missione di Witkoff e Kushner come parte di riunioni ad alto livello sull’Iran e sul seguito dell’intesa, mentre Teheran insiste sul fatto che non si tratta di un nuovo round negoziale né dell’avvio di colloqui per un accordo finale. Il confronto, almeno nella versione iraniana, riguarderebbe soltanto l’attuazione del memorandum già raggiunto e non una nuova trattativa diretta con gli Stati Uniti. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha intanto difeso il percorso diplomatico con Washington dalle critiche interne.
“L’Iran non arretrerà”
«Non arretreremo in nessuna circostanza rispetto ai nostri diritti, interessi e principi nazionali nei negoziati con Washington», ha dichiarato Pezeshkian, secondo quanto riferito da media regionali. Il presidente ha respinto le accuse rivolte al team negoziale iraniano da alcune correnti politiche interne, sostenendo che tutte le fasi del dossier sono state condotte in coordinamento con la Guida suprema e secondo i meccanismi istituzionali previsti. Pezeshkian ha aggiunto che il testo finale dell’accordo è stato esaminato dagli organismi tecnici e di sicurezza competenti. E ha ricevuto il sostegno del Consiglio supremo di sicurezza nazionale. Secondo il presidente iraniano, l’intesa rappresenta «un nuovo risultato diplomatico» per il Paese, perché avrebbe permesso di preservare i diritti del popolo iraniano e gli interessi nazionali, «senza cedere alle richieste dei nemici».
A Hormuz la situazione resta molto tesa
Il quadro resta fragile anche sul dossier dello Stretto di Hormuz, nonostante i primi segnali di ripresa del traffico marittimo. Secondo Al Jazeera, Teheran ha minacciato di ostacolare il passaggio delle navi che non rispetteranno le rotte indicate dalle autorità iraniane. Il viceministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi, ha dichiarato alla televisione di Stato che esperti iraniani e omaniti discuteranno nei prossimi giorni la definizione dei corridoi di transito, dopo che l’Iran ha già comunicato a Mascate la necessità di modificare alcune rotte.
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