Un distacco annunciato
Tucker Carlson scarica Trump e i repubblicani: «Non li voterò più, hanno tradito l’America». Chi è il giornalista simbolo della destra Usa
Già ad aprile aveva espresso la propria contrarietà all'offensiva contro Teheran da parte di Washington. Poi ha sostenuto che la linea della destra americana fosse troppo vicina alle richieste di Israele. Come lui, anche altri esponenti sono rimasti delusi
Esteri - di Gabriele Caramelli - 23 Giugno 2026 alle 14:34
Il giornalista americano Tucker Carlson, noto per essere un volto noto e membro dei repubblicani, non ha più intenzione di sostenere il partito. «I numeri dei sondaggi ora raccontano una storia abbastanza chiara al riguardo. Non sosterrei il Partito Repubblicano, non c’è possibilità», ha spiegato Carlson in una recente apparizione nel podcast “Can’t Be Censored”. Come ha tenuto a precisare, la sua uscita dalle fila del Gop non vuol dire che alla prossima tornata elettorale sosterrà i democratici. Piuttosto, si è chiesto come farebbe un qualsiasi americano a sostenere «un partito politico che non è fedele agli Stati Uniti». Una decisa stoccata a Donald Trump e alla sua attuale classe dirigente. Ma il suo addio era nell’aria, tanto che a Pasqua si era scagliato contro il presidente americano, perché durante il raduno alla Casa Bianca si era permesso di dire una parolaccia nel giorno sacro.
Tucker Carlson esce dal partito repubblicano: la rottura con Trump e la delusione
«Non è possibile votare per persone del genere e non lo farò – ha proseguito Carlson durante il podcast -. Ho votato repubblicano per tutta la vita, ho lavorato a Fox News … Sono stato un difensore costante per 35 anni del Partito Repubblicano, ma non c’è modo di difenderlo perché è immorale». In sostanza, il giornalista americano ha tenuto a precisare di essere «fuori» dal partito, così come tutte le altre persone che ci avevano creduto davvero.
Non è l’unico ad essere rimasto deluso
Tucker, che il 6 febbraio 2024 ha intervistato Vladimir Putin recandosi direttamente al Cremlino, aveva già dato segni di profonda insoddisfazione all’inizio di marzo, proprio nel momento in cui Trump aveva dato l’ordine di attaccare l’Iran. Carlson aveva definito l’attacco contro Teheran come «disgustoso e malvagio». Come riporta The Hill, l’ex conduttore di Fox News sostiene che la linea politica della destra americana si sia avvicinata fin troppo alle pretese di Israele. Come lui, anche un’altra deputata repubblicana, Marjorie Taylor Greene, ha deciso di lasciare il proprio incarico per la delusione verso l’amministrazione Trump. L’ex esponente dei Gop aveva parlato di «tradimento» da parte di un presidente che «tutti noi avevamo creduto fosse diverso e che aveva detto basta». Poi aveva sottolineato che il suo appoggio a The Donald fosse frutto di dinamiche ben precise: ««Avevamo votato per America First e zero guerre».
Una spaccatura che viene da lontano…
Già ad aprile 2026, Carlson si era scusato per aver tratto in inganno alcuni americani in un podcast con il fratello Buckley, ex scrittore dei discorsi presidenziali di Trump. «Saremo tormentati da questo per molto tempo, tu hai scritto discorsi per lui, io ho fatto campagna elettorale per lui. Siamo sicuramente implicati in questa vicenda – ha ricordato -. Voglio dire che mi dispiace di aver fuorviato le persone».
Nello stesso periodo, Trump si è infuriato per le critiche provenienti dal suo ex amico, descrivendolo come «una persona con basso quoziente intellettivo» e minacciando di scrivere una lista di sostenitori «buoni e cattivi» del movimento Maga.