Medio Oriente
Tregua in Libano mediata da Usa e Qatar: Hezbollah conferma, ma la tensione resta alta
L'annuncio dopo intensi raid israeliani e lo stop da parte di Teheran della delegazione pronta a partire per i negoziati con gli americani in Svizzera
Fragile, gravata da reciproche profondissime diffidenze e preceduta da attacchi incrociati. Ciononostante la tregua in Libano è stata rinnovata. È scattata alle 16 ora locale, le 15 italiane, e il suo annuncio è stato anticipato poco prima da alcuni media internazionali, da Reuters ad Axios, che hanno citato fonti americane. Successivamente, sono state riferite le conferme di Hezbollah e Israele. Secondo quanto riferito dai media locali, dopo l’annuncio del cessate il fuoco l’Idf avrebbe realizzato diversi attacchi in Libano, mentre nel Nord di Israele sarebbe stata attivata l’allerta antiaerea per una «incursione di un drone ostile». La situazione resta delicata.
La tregua in Libano negoziata da mediatori Usa e del Qatar
La tregua, hanno spiegato ancora le fonti americane, è stata negoziata dai mediatori Usa e del Qatar dopo colloqui con Israele e l’Iran. Un funzionario statunitense ha dichiarato al giornalista di Axios Barak Ravid che il premier israeliano Benjamin Netanyahu «ha accettato al 100% di rinnovare il cessate il fuoco in Libano». «L’ufficio di Netanyahu non ha ancora confermato», ha aggiunto il giornalista su X.
Netanyahu elogia gli attacchi dell’Idf
Netanyahu ha però pubblicano una dichiarazione sui propri social in cui ha elogiato gli attacchi delle Idf nel sud del Libano, senza commentare il nuovo cessate il fuoco. Nel post il premier israeliano si è complimentato per l’annuncio delle forze armate israeliane di aver colpito 150 obiettivi e ucciso decine di operativi di Hezbollah nel sud del Libano, «come avevo ordinato» dopo gli attacchi di Hezbollah che hanno provocato la morte di quattro soldati israeliani. Secondo il ministero della Sanità di Beirut, nei raid, proseguiti fino a questa mattina, sono rimaste uccise 18 persone e 33 sono state ferite.
Il rinvio dei negoziati in Svizzera tra Usa e Iran
Proprio a seguito dei raid israeliani in Libano, l’Iran aveva comunicato lo stop alla propria delegazione diretta in Svizzera per i colloqui con gli Usa. Secondo quanto riferito dal Financial Times, citando fonti informate, Teheran aveva chiesto «garanzie sulla fine della cessazione delle ostilità in Libano, come previsto dall’accordo firmato». «I mediatori al momento stanno lavorando per risolvere la questione», ha spiegato una fonte diplomatica informata. L’Iran ha ribadito con fermezza la sua posizione «senza Libano niente accordo». «Noi abbiamo trattenuto Hezbollah, gli Stati Uniti non sono in grado di fare lo stesso con Israele, fino a quando non lo faranno non verremo», è il messaggio dell’Iran a Washington, secondo la fonte diplomatica.
Teheran: «Non c’è alcuna urgenza»
Il governo svizzero ha annunciato il rinvio a tempo indeterminato dei negoziati, che avrebbero dovuto avviare il processo di 60 giorni per risolvere la questione centrale del nucleare e portare a un accordo definitivo, dopo la firma del Memorandum. Non c’è «alcuna urgenza» di incontrare i negoziatori statunitensi in Svizzera, ha poi ribadito Teheran anche dopo l’entrata in vigore del cessate il fuoco. «Dato che l’accordo è stato firmato elettronicamente il 18 giugno, non c’è urgenza di tenere l’incontro in Svizzera, ma intendiamo organizzarlo nei prossimi giorni», ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baqaei.
Le Forze di difesa israeliane restano nel Sud del Libano
L’accordo in Libano, secondo quanto riportato dalla testata israeliana Ynet, prevede che le Forze di difesa israeliane rimangano nel Libano meridionale e possano intervenire contro le «minacce emergenti». «Se Hezbollah non attacca, noi non li attaccheremo. Se ci attaccano, risponderemo», ha detto un funzionario israeliano. Inoltre, il portavoce militare israeliano Avichay Adraee, ha scritto su X che le Forze di difesa israeliane (Idf) «godranno di piena libertà operativa per eliminare le minacce in ogni area in cui il capo di Stato Maggiore ha disposto tutte le capacità necessarie alle forze militari sul campo».
I raid dopo l’annuncio della tregua
Secondo quanto riferito da Al Jazeera, il Libano meridionale sarebbe stato colpito da almeno 12 raid aerei israeliani dopo l’annuncio dell’entrata in vigore della tregua.