Tregua fragile
Nuovi raid Usa-Iran e scambio di missili e minacce. Trump: se attacchiamo ancora non esisteranno più. Pasdaran: vivranno l’inferno
Sale la tensione tra Washington e Teheran, è escalation: offensive e moniti reciproci dopo gli attacchi nel Golfo tra l'ira del tycoon e l'avvertimento delle Guardie della Rivoluzione Islamica
La travagliata firma del memorandum Iran-Usa, seguita a stretto giro dall’accordo che ha coinvolto anche Israele e Libano sembra essersi congelata in luoghi e nel tempo: stando alla notte appena trascorsa, infatti, la tensione tra Washington e Teheran non accenna a calare. Ci risiamo. Dopo l’attacco sferrato dai pasdaran nelle acque dello stretto di Hormuz contro la petroliera Kiku, l’esercito americano ha condotto raid contro depositi e postazioni di difesa aerea in quello che è la seconda offensiva a stelle e strisce dal raggiungimento dell’intesa. E Trump è tornato a premere sul regime degli Ayatollah: «Se solo volessimo, l’Iran non esisterebbe più».
Usa-Iran: Trump conferma i nuovi raid
Donald Trump ha confermato che le forze Usa hanno attaccato “depositi di missili e droni” e altri siti in Iran e ha minacciato di “concludere” con la forza “militare il lavoro iniziato”. “Velivoli Usa hanno attaccato siti iraniani usati come depositi di missili e droni, radar costieri, per aver violato ancora una volta l’accordo di cessate il fuoco!”, ha scritto il tycoon su Truth nelle ultime ore.
E rilancia: «La Repubblica islamica potrebbe non esistere più»
Il Centcom ha reso noto che «questa notte caccia della Marina e dell’Aeronautica militare Usa hanno condotto attacchi contro dieci obiettivi militari iraniani in diverse zone, all’interno e nei pressi dello Stretto di Hormuz». E, more solito, tutto è stato sottolineato in un post su X, dopo «l’attacco iraniano con un drone contro la (petroliera) Kiku».
Non solo. All’annuncio, alzando i toni, Trump ha aggiunto un monito in cui ha affermato che «è altamente improbabile che (gli iraniani, ndr) riusciranno mai a imparare», e che «potrebbe arrivare un momento in cui potremmo non essere più in grado di essere razionali e trovarci costretti a concludere» con la «forza militare il lavoro che abbiamo iniziato con tanto successo – ha scritto –. Se accadesse, la Repubblica islamica dell’Iran smetterebbe di esistere».
La risposta di fuoco dell’Iran: missili contro Kuwait e Bahrein
La tregua tra Iran e Stati Uniti vacilla. E la tensione torna a salire nel Golfo Persico. Per il secondo giorno consecutivo, Teheran lancia droni contro navi nello Stretto di Hormuz. E di rimando gli Usa effettuano attacchi aerei contro infrastrutture militari iraniane. La Repubblica islamica, a sua volta, in una nuova escalation, lancia missili e droni contro basi americane in Bahrein e Kuwait. Alle azioni, seguono scambi di accuse e messaggi.
La risposta di Teheran agli attacchi e alle parole del presidente è rappresentata dal lancio di missili e droni contro Kuwait e Bahrein, che hanno azionato i sistemi di difesa. Per la Guardia rivoluzionaria, le azioni degli Stati Uniti rappresentano una violazione della tregua e «determineranno il completo stop di tutti i processi diplomatici», affermano i Pasdaran in una comunicazione diffusa attraverso Press Tv.
La replica con minaccia dei Pasdaran a Trump: «Le basi Usa vivranno un vero inferno nei prossimi giorni»
Anche di più. Le basi statunitensi «vivranno un vero inferno in questi giorni». È ormai altissima tensione tra Usa e Iran, dopo che i due Paesi si sono scambiati missili e raid aerei. Questa volta è la marina dei pasdaran ad alzare i toni contro i militari americani. E lo fa in una dichiarazione ufficiale: «L’attacco statunitense non risolve il mistero del nostro dominio sullo stretto, ma il nostro fuoco contro i trasgressori ricorda alle altre imbarcazioni quale sia la chiara rotta di passaggio. Le basi americane nella regione sono una questione a parte. In questi giorni vivranno un vero inferno».