Molto rumore per nulla
Nicole Minetti, la Procura di Milano conferma il sì alla grazia: gli “scoop” del Fatto «non corrispondono al vero»
Il surplus di approfondimenti scaturito dalle notizie di stampa non ha cambiato il quadro iniziale: le notizie alla base delle polemiche non hanno trovato riscontro, accertata invece l'esistenza delle condizioni alla base del provvedimento di clemenza
La Procura generale di Milano ha confermato il parere positivo sulla grazia a Nicole Minetti e con quattro parole ha sotterrato i presunti scoop giornalistici, in particolare del Fatto Quotidiano, su fantomatici festini, irregolarità nelle procedure d’adozione del bambino al centro della richiesta e misteriose morti che si sarebbero consumati in Uruguay e dai quali era scaturito il surplus di approfondimenti sul caso. «Non corrispondono al vero», si legge nella nota di due pagine firmata dalla procuratrice generale Francesca Nanni, con cui è stata data notizia della decisione.
La Procura: i presunti scoop del Fatto «non corrispondono al vero»
Dagli accertamenti svolti, si legge nel comunicato, «risulta che i fatti riportati nelle notizie di stampa, dalle quali ha tratto origine il presente supplemento di attività, non corrispondono al vero e che non sono emersi fatti contrastanti con il quadro probatorio già acquisito». La Procura ha chiarito che «non emergono irregolarità nel procedimento di adozione» del minore, non ci sono «segnalazioni di reato o pendenze giudiziarie o coinvolgimento in indagini di alcuna natura in Uruguay e in Spagna di Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani» e che risultano «smentite» da «numerose dichiarazioni assunte in sede di indagini difensive» e dalle «dichiarazioni rese ai Carabinieri da persone informate sui fatti, le affermazioni circa feste con droga e sesso a cui avrebbe preso parte Nicole Minetti negli ultimi anni», come riferito «al Fatto Quotidiano dalla massaggiatrice».
La conferma del parere positivo sulla grazia a Nicole Minetti
Risultano invece confermati sia il «grave quadro sanitario del minore», con la relativa necessità di cure costanti da parte della madre, sia «il volontariato in Italia e la presenza pressoché stabile in Italia di Nicole Minetti a far tempo dal gennaio 2024 e per tutto il 2025, salvo rientri per brevi periodi in Uruguay».
Gli atti trasmessi al ministero della Giustizia
La relazione in cui sono state raccolte tutte le informazioni e i risultati delle indagini è stata trasmessa oggi a via Arenula insieme «agli atti e ai documenti acquisiti», per «consentire al ministero della Giustizia e al presidente della Repubblica di assumere le determinazioni di rispettiva competenza».