Polemica sui social
Everest come una discarica: la denuncia video di un’alpinista documenta la montagna di rifiuti
Una ripresa girata al Campo 4 dell’Everest, a circa 7.900 metri di quota, ha catturato l’attenzione di migliaia di utenti sul web e riacceso un dibattito che accompagna da anni la montagna più alta del mondo: quello dei rifiuti lasciati lungo le vie di salita. Il video, che è stato pubblicato su Instagram dall’alpinista Angelina Angelova, mostra tende squarciate dal vento contornate da materiali in disuso e imballaggi lasciati da precedenti spedizioni. Il reel ha suscitato migliaia di commenti indignati e molti utenti hanno criticato gli alpinisti e le compagnie di spedizione, incolpandoli di contribuire all’inquinamento ambientale della montagna più alta del mondo.
«Quello che dovrebbe essere uno dei luoghi più straordinari del pianeta è diventato, per molti versi, uno dei volti più brutti della commercializzazione dell’Everest», ha scritto su Everest Today su X, riubblicando il video della donna. Tra le reazioni condivise online, c’è anche quella di un utente che ha commentato la vicenda senza mezzi termini: «Vergogna alle compagnie di spedizione e agli scalatori che hanno approfittato della montagna e della sua gente. Non c’è alcun motivo per non ripulire i propri rifiuti. Questa è arroganza allo stato puro. Vergogna».
Montagna di rifiuti sull’Everest: si accende la discussione sui social
Le reazioni hanno portato al centro della polemico uno degli aspetti più controversi della commercializzazione delle spedizioni sull’Himalaya, ovvero l’impatto del turismo sull’ambiente e l’aumento del degrado nelle vie di salita. A fine maggio, il versante nepalese ha raggiunto il numero più alto di ascensioni mai completate in una sola giornata: 274 alpinisti in vetta, contro i 223 del precedente record del 2019. Il problema non è nuovo, visto che già nel 2023 un video diffuso dall’alpinista Tenzi Sherpa aveva fatto vedere il Campo 4, che aveva le sembianze di una discarica a cielo aperto a quasi ottomila metri di altitudine. Anche all’epoca le immagini di tende distrutte, attrezzature abbandonate e rifiuti gettati sulla neve avevano suscitato grande scalpore.
Nonostante gli interventi di pulizia iniziati negli ultimi anni, la situazione resta critica soprattutto nelle zone più elevate della montagna, dove il recupero dei materiali è particolarmente complesso. Secondo i calcoli preventivi delle organizzazioni impegnate nella protezione dell’area, sull’Everest potrebbero essere ancora presenti circa 50 tonnellate di rifiuti abbandonati nel tempo. Soltanto nel 2025 le campagne di pulizia hanno concesso di togliere da torno 11 tonnellate di materiali, oltre ai resti di quattro alpinisti deceduti.
Il Nepal e le misure introdotte per smaltire la spazzatura
Secondo quanto riporta il Sagarmatha pollution control committee, gli alpinisti tendono a riportare a valle soprattutto le bombole di ossigeno, mentre tende, imballaggi e altri materiali restano frequentemente nei campi più alti. È proprio l’area sopra il Campo 2, e in particolare il Campo 4, a costituire la sfida principale per chi cerca di tutelare l’ambiente dell’Himalaya. A seguito del fallimento nel sistema del deposito cauzionale introdotto oltre un decennio fa, il Nepal ha iniziato a introdurre nuove strategie per bloccare il fenomeno del degrado, con una tassa ambientale dedicata, controlli più rigorosi e un piano pluriennale per la rimozione dei rifiuti.