Indizi per un confronto
Mishima e Pasolini: icone allo specchio in mostra “senza abbassare lo sguardo”
Inaugurata a Tokyo la mostra dedicata a due grandi del Novecento. L'ambasciatore Vattani: «Le relazioni tra Italia e Giappone trovano espressione anche nel dialogo tra due figure che continuano a interrogare con straordinaria lucidità il nostro presente»
Due icone letterarie (e non solo), distinte e distanti per molti aspetti ma accomunate dall’essere state e dal continuare a essere, sotto diversi aspetti, punti di riferimento per studiosi, cultori, appassionati e curiosi. Parliamo di Yukio Mishima e Pier Paolo Pasolini, protagonisti della mostra inaugurata presso l’Istituto italiano di Cultura a Tokyo. L’iniziativa, realizzata con il patrocinio dell’Ambasciata italiana in Giappone, ha un titolo significativo ed evocativo: “Mishima – Pasolini. Indizi per un confronto. Senza tacere e senza abbassare lo sguardo”. Un titolo che già dice molto sull’interessante rassegna e sul suo focus.
Mishima e Pasolini: il confronto inedito “senza abbassare lo sguardo”
Organizzata dal Ministero della Cultura, dalla Galleria nazionale di Arte moderna e contemporanea di Roma e da Suazes, l’esposizione (aperta al pubblico dal 26 giugno al 29 luglio) è un progetto internazionale inedito e innovativo, che racconta e mette in relazione, per la prima volta, due tra le più complesse figure del Novecento, indagandone l’attività intellettuale nelle sue molteplici manifestazioni.
Una ricerca artistica oltre la letteratura
Sia Mishima che Pasolini hanno sviluppato una ricerca artistica che, pur prendendo avvio dalla letteratura, si è estesa al cinema, al teatro, alle arti visive, alla riflessione estetica, al giornalismo e al dibattito pubblico, convergendo infine in una visione stratificata della contemporaneità. Entrambi, inoltre, hanno creato, attraverso l’arte in tutte le sue forme, opere che ancora oggi dicono moltissimo sui loro autori, ma anche (e forse soprattutto) lasciano un messaggio profondo a chi vi si accosta e le approfondisce.
Sette sezioni per due tracciati paralleli
Il percorso espositivo si sviluppa in sette sezioni tematiche (il corpo, la responsabilità, la letteratura, il cinema, il teatro, in relazione con l’arte, la società), che attraverso due tracciati paralleli mettono in relazione le produzioni artistiche e letterarie di Pasolini e Mishima, evidenziandone, in un particolarissimo gioco di specchi, divergenze e inaspettati punti di contatto.
Attraverso documenti, fotografie d’autore, libri, interviste e oggetti personali, le due icone del Novecento vengono dunque raccontate non semplicemente mettendo in parallelo le loro vite, ma confrontandone esperienze, convinzioni, modi di essere e di pensare. Il che offre nuove e interessanti chiavi di lettura per comprenderne il pensiero, l’opera e l’eredità culturale.
La fotografia come strumento di costruzione dell’immagine pubblica
Curata da Roberto Carnero e Satō Hideaki e nata da un’idea di Marco Minuz, la mostra, bilingue, valorizza in particolare il ruolo della fotografia d’autore (con scatti di maestri quali Shinoyama Kishin, Domon Ken, Federico Garolla e Sandro Becchetti) come strumento di costruzione dell’immagine pubblica dei due pensatori.
L’importanza della diplomazia culturale
Durante la cerimonia di inaugurazione, il 25 giugno, l’ambasciatore italiano in Giappone, Mario Vattani, è intervenuto ricordando innanzitutto la ricorrenza del 160° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone che, anche grazie alla collaborazione culturale di cui la mostra è espressione, si rivelano solide e continue. Tali relazioni, ha sottolineato Vattani, trovano «espressione anche attraverso il dialogo tra due figure che, pur non essendosi mai incontrate, continuano ad interrogare con straordinaria lucidità il nostro presente».
Vattani: «Italia e Giappone condividono molte sfide: come Ambasciata vogliamo promuovere il dialogo tra le società civili»
«Italia e Giappone – ha proseguito l’ambasciatore – sono uniti da un partenariato strategico speciale e condividono anche molte delle stesse sfide: la sicurezza economica, l’innovazione tecnologica, la crisi demografica, l’immigrazione, la salute mentale dei giovani, il rapporto tra identità e modernità. E noi, come Ambasciata d’Italia, vogliamo promuovere sempre di più un dialogo tra le nostre società civili su questi temi. Per questo oggi mettere a confronto Mishima e Pasolini ha un significato particolare, perché loro furono uomini molto diversi ma entrambi ebbero il coraggio di interrogare con senso critico il proprio tempo e di porre domande che restano attuali anche oggi».
Mishima e Pasolini a confronto per andare oltre le semplificazioni
Per Vattani, dunque, «mettere oggi a confronto Mishima e Pasolini, due figure centrali che ancora oggi suscitano confronto e dibattito, ha un significato speciale. Accostarli significa andare oltre le semplificazioni e le categorie nelle quali spesso si tenta di rinchiudere gli intellettuali del Novecento».