La festa del 2 giugno
Meloni: “L’Italia è una Nazione straordinaria fatta di storie di coraggio, sacrificio e scelte quotidiane”
Politica - di Giovanna Ianniello - 2 Giugno 2026 alle 10:39
«Buona Festa della Repubblica. Buon 2 giugno». Giorgia Meloni affida ai social i suoi auguri per la giornata di oggi, prima di prendere parte agli impegni istituzionali che la vedono impegnata in mattinata insieme al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, all’Altare della Patria. Prima la deposizione al Milite ignoto, poi la tradizionale Rassegna militare in via dei Fori Imperiali. La premier si rivolge ai cittadini attraverso i suoi profili ufficiali: «Oggi celebriamo gli ottant’anni della Repubblica Italiana. Una ricorrenza che non rappresenta soltanto una data storica, ma racconta il cammino che gli italiani hanno saputo costruire insieme: con storie di sacrificio, coraggio, unità, solidarietà e impegno, generazione dopo generazione. Perché sono certo le grandi storie, ma anche – e forse soprattutto – le piccole scelte quotidiane ad aver fatto dell’Italia la straordinaria Nazione che è oggi». Poi un pensiero e un ringraziamento a coloro che hanno reso possibile la celebrazione di questa ricorrenza così importante: «Ottant’anni di Repubblica, di libertà e di partecipazione ci rendono orgogliosi e riconoscenti verso chi ci ha preceduto e ha contribuito a edificare le fondamenta della nostra comunità nazionale. Ma, allo stesso tempo, ci ricordano la responsabilità che ciascuno di noi ha nel custodire e rafforzare ogni giorno questo patrimonio, al servizio della Patria e delle generazioni future» ha ricordato Meloni.
Meloni: Festa di responsabilità e di riconoscenza
A margine dell’evento a Piazza Venezia la premier ha anche risposto alle domande dei giornalisti presenti, sottolineando che il 2 giugno è «una festa di riconoscenza e di responsabilità. Una festa di riconoscenza perché quello che noi abbiamo oggi dobbiamo sempre ricordare che qualcuno l’ha costruito prima di noi, con grandi storie e con piccoli gesti quotidiani con piccole scelte di ciascuno. E di responsabilità perché dopo 80 anni dobbiamo chiederci che Repubblica vogliamo essere domani. Credo che questa nazione abbia tutte le carte in regola per essere più ambiziosa e penso che stia dando, nonostante le difficoltà, grande prova di sé. Mi piacerebbe per questo che fosse anche una festa di orgoglio». A chi le chiede poi una battuta sulla situazione in Libano ha risposto con una chiaro e rapido «Stiamo lavorando quasi quotidianamente».
Frecce tricolori accolgono le celebrazioni all’Altare della Patria
Alle celebrazioni dell’Altare della Patria, per l’80esimo anniversario della Festa della Repubblica oltre al Capo dello Stato e alla presidente del Consiglio Meloni, c’erano come sempre anche il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, che ha accolto Mattarella per la deposizione della corona d’alloro sulla Tomba del Milite Ignoto.
Insieme a loro le massime cariche dello Stato Italiano e i vertici istituzionali: i presidenti di Senato e Camera, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana e il presidente della Corte costituzionale, Giovanni Amoroso. Il Capo dello Stato ha passato in rassegna il picchetto interforze schierato davanti al Vittoriano. A fare da sfondo alla cerimonia, un grande telone bianco con il logo della Repubblica italiana, installato davanti all’Altare della Patria per coprire i cantieri aperti nell’area di Piazza Venezia.
Come da tradizione, il momento solenne della deposizione è stato accompagnato dal sorvolo delle Frecce Tricolori, che hanno attraversato il cielo di Roma lasciando la caratteristica scia verde, bianca e rossa.
Applausi e cori per Meloni in via dei Fori Imperiali
Dopo il momento solenne, applausi e cori di sostegno sono stati rivolto al presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, mentre raggiungeva la tribuna delle autorità ai Fori Imperiali, per assistere all’avvio della parata in occasione della Festa della Repubblica. Percorrendo la strada che conduce da Piazza Venezia al Colosseo, Meloni ha accolto l’affetto dei cittadini intervenuti e ha contraccambiato con saluti e sorrisi.
Numerosa la delegazione di ministri presenti: dal ministro della Difesa, Guido Crosetto, al titolare dell’Interno, Matteo Piantedosi, dal ministro degli Esteri Antonio Tajani al ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, e quello per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi.
Mattarella: 2 giugno 1946, compimento di un atto di libertà senza precedenti
«Sono trascorsi ottant’anni da quel 2 giugno del 1946 che segnò il compimento, da parte degli italiani, di un atto di libertà senza precedenti» ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in occasione della Festa della Repubblica, in un messaggio al capo di stato maggiore della Difesa Luciano Portolano.
«Non celebriamo oggi solamente una ricorrenza storica, ma un momento di alto significato che rinnova l’impegno collettivo all’affermazione, alla tutela e alla piena attuazione dei valori che costituiscono il fulcro della nostra Costituzione, “casa comune” che garantisce la vita della nostra comunità nazionale, i nostri diritti, richiamandoci al contempo ai nostri doveri di solidarietà» ha sottolineato il capo dello Stato che poi ha ricordato il primo voto aperto a tutti i cittadini maggiorenni: «Con il suffragio universale, donne e uomini, insieme per la prima volta, decisero di lasciarsi alle spalle le macerie della guerra e le nefandezze di un regime oppressivo e totalitario, per avviare la ricostruzione di un Paese libero, democratico, repubblicano». Poi un passaggio dedicato all’omaggio ai caduti pr l’Italia e a coloro che hanno combattuto per la libertà: «Nell’ottantesimo anniversario della Repubblica, onoriamo la memoria dei militari che, con i Gruppi di Combattimento, reparti che, con abnegazione e valore combatterono nella Guerra di Liberazione, furono tra i protagonisti della rinascita d’Italia, restituendo alla nazione onore e libertà» ricorda il Presidente Mattarella.
I rischi di oggi alla sicurezza
Il ricordo del passato diventa poi uno sguardo al futuro: «Le difficoltà e i rischi che attraversano oggi la nostra sicurezza e il nostro benessere vanno affrontati con fermezza. Non potrà esservi vera pace fino a quando permarranno focolai di minaccia e non potrà esservi vero benessere se anche soltanto una parte dell’umanità sarà costretta a vivere nella precarietà -prosegue il capo dello Stato-. L’Italia, con l’Europa, è impegnata nel ripristino del valore delle regole nella vita della comunità internazionale, per uscire da una fase di permanente conflittualità, nell’edificazione di una nuova effettiva sicurezza per tutti i popoli» ha sottolineato il Capo dello Stato, ribadendo che «Le Forze Armate italiane, pilastro della Repubblica e presidio dei principi alla base della pacifica convivenza tra i popoli, sono chiamate a concorrere al raggiungimento di questo obiettivo. È con questi sentimenti, nel ricordo di quanti hanno fatto sacrificio della vita per l’indipendenza e la libertà della Patria, che insieme a tutto il popolo italiano stringo idealmente in un affettuoso abbraccio i militari di ogni ordine e grado, rinnovando loro la gratitudine per l’impegno profuso, con l’augurio più fervido. Viva le Forze Armate, viva la Repubblica» ha concluso Mattarella.
La Russa: rinnoviamo con orgoglio il nostro omaggio al 2 giugno 1946
Immancabile all’Altare della Patria, il Presidente del Senato, Ignazio La Russa. Anche lui ha affidato i suoi auguri alla rete: «Il 2 giugno 1946, il popolo italiano con un voto storico, scelse la Repubblica. Oggi, ottant’anni dopo, rinnoviamo con orgoglio il nostro omaggio a quella data, a quella scelta, a quella volontà che ha segnato per sempre il cammino della nostra Nazione nel solco della libertà, della partecipazione e della democrazia. Viva la Repubblica, viva l’Italia» ha scritto sui social ufficiali.
Crosetto: il dovere più grande è lasciare a nostri figli Italia più sicura
Il ministro della Difesa, Guido Crosetto ha reso omaggio all’anniversario nazionale ricordando che «Il dovere più grande che abbiamo è lasciare ai nostri giovani, ai nostri figli, un’Italia più sicura, più consapevole, ma soprattutto capace di restare fedele ai valori che ne hanno guidato il cammino fino ad oggi. Il messaggio che, come ministero della Difesa, abbiamo scelto per questa ricorrenza, ’80 anni di Repubblica, ottant’anni al servizio del Paese’, racchiude il senso più autentico di questo anniversario. Dietro queste parole non c’è soltanto la storia delle istituzioni, ma quella di milioni di cittadini che hanno servito, in uniforme e non, il Paese con disciplina, sacrificio, umanità e senso del dovere. Dietro di essi, c’è la storia di chi ha ricostruito il nostro Paese dalle macerie della guerra, di chi ha custodito la democrazia nei momenti più difficili, di chi, ogni giorno, ha messo il bene comune davanti all’interesse personale».
Tempi difficili, nuove minacce. Proteggiamo la libertà e la sicurezza
Il responsabile della Difesa del Governo Meloni ha ribadito che «Viviamo tempi complessi, difficili, in cui le democrazie, come la nostra, vengono chiamate a confrontarsi con nuove minacce e con equilibri internazionali sempre più instabili e pericolosi. Oggi, i confini da difendere non sono soltanto quelli geografici: sono quelli del cyberspazio, dello spazio, delle infrastrutture critiche, delle reti energetiche, delle tecnologie, delle fake news, da cui dipendono la nostra sicurezza e la nostra libertà. Oggi, per noi come per l’Italia, per un’intera Nazione, salvaguardare le istituzioni, la Repubblica, la democrazia, significa garantire e proteggere le nostre certezze: la libertà, lo Stato, la vita civile, la sicurezza».