Il nuovo nemico
L’ultima della Salis: “No taser e propaganda poliziesca”. La sicurezza passa dai buoni sentimenti
A Ilaria Salis non piace il taser. L’eurodeputata eletta tra le file di Avs a Bruxelles e recentemente iscritta al partito di Fratoianni, dopo due anni di esperienza europea e stipendi a cinque cifre, ha dedicato un post allo strumento su cui si parla molto soprattutto quando si tratta di temi legati alla sicurezza nelle grandi città e di strumenti con cui dotare le forze di scurezza.
La propaganda poliziesca
Ma a lei non piace, né il taser né presumibilmente la tematica visto il suo pensiero, affidato a un lungo post sui suoi social newtork: «Ieri è stato presentato il rapporto ‘Taser in Italia’, a cura della sempre ottima Associazione Antigone. I dati confermano ciò che ormai sappiamo da tempo: il taser – arma d’importazione americana – è molto più pericoloso di quanto racconti una certa propaganda securitaria e poliziesca che continua invece a presentarlo come uno strumento innocuo. In diversi casi il suo utilizzo ha avuto conseguenze gravissime, fino alla morte», scrive sui suoi social Ilaria Salis.
Ribadisce la contrarietà: no dotazioni alle Forze dell’ordine
L’ex insegnante, diventata nota in Italia dopo l’arresto in Ungheria con l’accusa di lesioni aggravate per una presunta aggressione (caso archiviato nel 2026 dopo aver ottenuto dall’Europarlamento l’immunità parlamentare a seguito del voto dell’assemblea di Bruxelles di cui fa parte dal 2024) non ha dubbi: «Per questo ribadisco la mia assoluta contrarietà alla dotazione di quest’arma alle Forze dell’Ordine. Una vera sicurezza non si costruisce moltiplicando gli strumenti di coercizione potenzialmente letale – questa è la visione miope della destra -, ma investendo nella formazione, nella prevenzione, nel rafforzamento delle comunità e nelle tecniche di de-escalation, che dovrebbero sempre rappresentare la prima opzione nella gestione dei conflitti e delle situazioni di crisi».
Il Salis pensiero spiegato nel prossimo post?
Insomma per Salis la risposta alle violenze, ad esempio quelle che in passato si sono verificate durante i cortei degli autonomi a Torino che prendono a martellate e a bastonate i Poliziotti, non sono strumenti deterrenti da dare in dotazione agli uomini e le donne delle forze dell’ordine che potrebbero così difendersi e difendere i cittadini, ma con “il rafforzamento delle comunità e nelle tecniche di de-escalation. Che cosa significhi non è al momento noto: probabilmente i suoi follower potranno scoprirlo nel prossimo post.