Dalla Nazione ai territori
Dieci anni di centrodestra a Grosseto, FdI rivendica il modello vincente e si prepara il 2027
«Non è la destra, ma il centrodestra che porta avanti un programma fatto da idee che corrono vicine. Idee molto simili, tanto da far sì che il programma sarà un programma unico con obiettivi da perseguire»
Il centrodestra non solo resta compatto alla guida del Paese. Continua a crescere, si consolida nei territori e prova a dimostrare che il suo modello di governo non è soltanto una formula nazionale, ma una macchina politica capace di radicarsi anche nel locale. Venerdì sera, questa lettura è diventata una sala gremita: oltre 200 persone all’hotel Terme Leopoldo II di Marina di Grosseto per l’evento organizzato da Fratelli d’Italia e dedicato ai dieci anni di amministrazione del centrodestra cittadino, dal 2016 al 2026. Una celebrazione, certo, ma soprattutto una prova di forza in vista del 2027, con la coalizione schierata attorno all’esperienza del sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e già proiettata sulla scelta del successore. Il messaggio lo ha sintetizzato la senatrice Simona Petrucci: «I consensi crescenti, locali e nazionali, dimostrano come “il buon governo” paghi sempre».
Il centrodestra unito
A fare gli onori di casa sono stati Luca Vitale, presidente del circolo comunale di FdI Grosseto, e Luca Minucci, consigliere regionale e presidente provinciale del partito. In platea non c’erano soltanto militanti e amministratori. C’erano cittadini, rappresentanti di Cna Grosseto, Ance, Consulta disabilità, associazioni di volontariato, società partecipate e mondi produttivi locali. Un pubblico che ha dato all’incontro il peso di un passaggio politico più ampio: non solo il bilancio del decennio, ma il primo vero segnale organizzato verso la prossima sfida comunale.
Accanto a Fratelli d’Italia c’erano Andrea Maule per la Lega, Alessandro Ulmi per Forza Italia, Andrea Ulmi per Noi Moderati, Riccardo Paolini per Nuovo Millennio e Andrea Vasellini per la lista civica Vivarelli Colonna Sindaco. Presenti anche numerosi assessori e consiglieri comunali, tra cui Erika Vanelli, Simona Rusconi, Luca Agresti, Riccardo Ginanneschi e Carla Minacci.
Rossi rivendica il «modello Grosseto»
Il passaggio più politico è arrivato con l’intervento del deputato e assessore comunale Fabrizio Rossi, che ha rivendicato la continuità amministrativa aperta nel 2016. «È stato, ed è tutt’oggi, il periodo più lungo di amministrazione di centrodestra nella storia della città, contrapposto al più lungo periodo di opposizione del partito democratico», ha dichiarato.
Rossi ha legato quel ciclo alla «voglia di cambiamento dei grossetani» e ha elencato i dossier su cui, secondo FdI, si misura la differenza rispetto al passato: urbanistica, piano strutturale, piano operativo, cantieri, edilizia, centro sportivo di Roselle, strade, decoro del centro storico. Poi la sicurezza: oltre 300 telecamere installate, interventi della polizia locale, «oltre 15 arresti», contrasto ai parcheggiatori abusivi e ai venditori di merce contraffatta. «Davvero tante sono le cose fatte, ma altrettanto molte altre devono essere portate a termine», ha aggiunto.
Sguardo al 2027
La celebrazione, però, non è rimasta ferma al passato. Il tema vero è già il 2027, quando Grosseto dovrà scegliere il successore di Vivarelli Colonna. «Con lo sguardo rivolto al 2027», ha detto Minucci, «Fratelli d’Italia, confermatosi primo partito sia a livello nazionale che locale, sarà nostra cura e intenzione quella di giocare un ruolo centrale nella scelta del miglior candidato possibile per continuare il percorso iniziato». La linea indicata è quella di un centrodestra unito, ma non chiuso: apertura al civismo, programma condiviso e attenzione ai cittadini.
Vitale ha insistito sul lavoro di squadra. «Le cose non si fanno mai da sole», ha detto, rivendicando l’attività del circolo comunale e della giunta. Poi il dato amministrativo: «Sono state messe in campo e adottate oltre seimila delibere di giunta in questi ultimi quattro anni di governo della città».
Gli alleati confermano l’intesa
Anche gli alleati hanno scelto di restare dentro lo stesso perimetro. Maule ha richiamato il ruolo dei giovani e la necessità di raccontare meglio le opere realizzate. Alessandro Ulmi ha parlato di una «rivoluzione» che avrebbe dato concretezza all’azione amministrativa. Andrea Ulmi ha auspicato che FdI sia una «locomotiva generosa» per tutta la coalizione. Paolini ha ricordato il ruolo delle liste civiche come motore originario del cambiamento del 2016.
Non solo memoria di una vittoria, bensì rivendicazione di un metodo: partiti, civismo, amministrazione e territorio nella stessa direzione. «Non è la destra, ma il centrodestra che porta avanti un programma fatto da idee che corrono vicine. Idee molto simili, tanto da far sì che il programma sarà un programma unico con obiettivi da perseguire»,conclude Petrucci.



