Le ultime tabelle dell'Istat
Lavoro, numeri da record: occupazione mai così in alto. Disoccupazione ai minimi storici
Lavoro da record in Italia: lo dicono i numeri e le tabelle Istat, che mai avevano registrato simili cifre dall’inizio delle serie storiche trimestrali, iniziate nel 2004.
Nel primo trimestre 2026 il tasso di occupazione è salito al 62,7% (+0,2 punti sul trimestre precedente) e già questo risulta al livello più alto dall’inizio delle serie storiche trimestrali dell’Istat, iniziate nel 2004. Nello stesso periodo, ovvero da gennaio a marzo 2026, poi, il tasso di disoccupazioni è sceso al 5,3% (-0,4% punti sul trimestre precedente) è il livello più basso sempre dall’inizio delle relative serie storiche.
Ma non è tutto, perché nei dati provvisori di aprile il tasso di occupazione sale al 63,1% e quello di disoccupazione scende al 5,1%, migliorando ulteriormente le cifre da primato rilevate dall’istituto nazionale di statistica.
Nel primo trimestre +67mila occupati (+0,3%), disoccupati -110 mila
Nel primo trimestre 2026, l’input di lavoro, misurato dalle ore lavorate, è cresciuto dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dell’1% nei confronti del primo trimestre 2025. Nello stesso periodo, il Pil è aumentato dello 0,3% in termini congiunturali e dello 0,8% in termini tendenziali. Lo rileva l’Istat.
Il numero di occupati, che si attesta a 24 milioni 207 mila, aumenta su base congiunturale (+67 mila, +0,3% sul quarto trimestre 2025), a seguito della crescita dei dipendenti a tempo determinato (+9 mila, +0,3%) e, soprattutto, degli indipendenti (+72 mila, +1,4%) più sostenuta del lieve calo dei dipendenti a tempo indeterminato (-13 mila, -0,1%); si riduce il numero di disoccupati (-110 mila, -7,6% in tre mesi) e aumenta quello degli inattivi di 15-64 anni (+44 mila, +0,4%). Al netto degli effetti stagionali, il tasso di occupazione sale al 62,7% (+0,2 punti in tre mesi), quello di disoccupazione cala al 5,3% (-0,4 punti) e il tasso di inattività sale al 33,7% (+0,1 punti). Nei dati provvisori di aprile 2026, rispetto al mese precedente, l’aumento del numero di occupati (+0,5%) e del relativo tasso (+0,3 punti) si associa alla diminuzione dei tassi di disoccupazione (-0,1 punti) e di inattività 15-64 anni (-0,3 punti).
Più indipendenti meno disoccupati
Nel confronto tendenziale prosegue la crescita del numero di occupati (+50 mila, +0,2%) che coinvolge soltanto gli indipendenti (+4,7% in un anno) a fronte del calo dei dipendenti, sia a termine (-4,2%) sia a tempo indeterminato (-0,5%). Nel primo trimestre 2026, si rafforza rispetto al periodo precedente la riduzione del numero di disoccupati (-394 mila, -22,4% in un anno) e l’aumento di quello degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+320 mila, +2,6%). I tassi seguono la stessa dinamica: quello di occupazione sale al 62,5% (+0,1 punti in un anno), quello di disoccupazione scende al 5,4% (-1,5 punti) e il tasso di inattività raggiunge il 33,8% (+1,0 punti).
Crescono i dipendenti nelle imprese
Dal lato delle imprese, nel primo trimestre 2026 le posizioni lavorative dipendenti continuano a registrare segnali di crescita congiunturale (+0,5%), sia nella componente a tempo pieno (+0,5%) sia, in misura lievemente inferiore, in quella a tempo parziale (+0,4%) comportando un calo della quota dei part time, che si attesta a 28,8% (-0,1 punti). Anche su base tendenziale la crescita delle posizioni lavorative (+1,5%) è più accentuata nella componente a tempo pieno (+1,6%) rispetto a quella a tempo parziale (+1,3%), con un lieve calo della quota di part-time (-0,1 punti).
Sbarra: il Mezzogiorno continua a consolidare crescita occupazione Lavoro
Il sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio dei ministri con delega al Sud, Luigi Sbarra, ha commentato i dati Istat, sottolineando che «confermano il consolidamento di una fase molto favorevole per l’occupazione nel Mezzogiorno. Nel primo trimestre del 2026 il tasso di occupazione si attesta al 50%, mantenendosi sui livelli dei massimi storici e in aumento di 0,3 punti rispetto al primo trimestre 2025. Particolarmente significativa la dinamica relativa all’occupazione femminile, che registra un incremento di 0,9 punti, superiore a quello registrato altre aree del Paese. Bene anche il calore della disoccupazione: nell’ultimo anno si registra una riduzione di 4 punti percentuale che contribuisce a colmare divari decennali».
In attesa del dl lavoro varato il primo maggio
Sbarra ha anche spiegato che «Lavoro e occupazione sono al centro dell’agenda politica del governo Meloni per il Mezzogiorno e i dati diffusi oggi dimostrano che gli strumenti messi in campo per favorire la crescita del Sud stanno dando risultati concreti. Per consolidare ulteriormente questi progressi, il recente Decreto Lavoro mette a disposizione oltre 900 milioni di euro per incentivare l’occupazione stabile e di qualità. Per la prima volta, gli incentivi sono riservati esclusivamente alle imprese che applicano il salario giusto, nel pieno rispetto dei trattamenti economici previsti dai contratti collettivi comparativamente più nel Decreto viene riservato un sostegno ancora più significativo alle regioni della Zes Unica: gli sgravi vengono incrementati da 500 a 650 euro per l’assunzione di giovani e da 650 a 800 euro per l’assunzione di donne; è inoltre previsto un bonus dedicato agli over 35 esclusivamente nelle regioni Zes . divari territoriali e sostenere la crescita del Mezzogiorno».