Recitato da Katia Ricciarelli
«Io l’Italia non gliela regalo»: dopo l’omaggio di Meloni, torna il celebre discorso di Oriana Fallaci
Il celebre monologo di Oriana Fallaci letto da Katia Ricciarelli, tratto da "La rabbia e l'orgoglio"
Nel giorno dell’anniversario della nascita di Oriana Fallaci, ricordata anche dalla premier Giorgia Meloni, torna a circolare sui social un video in cui Katia Ricciarelli interpreta uno dei passaggi più celebri de “La rabbia e l’orgoglio”. Quel pamphlet scritto sulla scia dell’onda degli attentati dell’11 settembre che segnò una nuova stagione nella carriera della grande giornalista e scrittrice.
In questo video lo stralcio viene letto e recitato dalla cantante lirica Katia Ricciarelli, in un filmato che in queste ore viene rilanciato sui social.
“Intimiditi dalla parola ‘razzista’, tacciono come conigli”
«Difendere la propria cultura in Italia sta diventando peccato mortale; intimiditi dall’impropria parola “razzista”, tutti tacciono come conigli. Da noi non c’è posto per i muezzin, per i minareti, per i falsi astemi, per il fottuto chador e per l’ancor più fottuto burqa. E se ci fosse, io non glielo darei, perché equivarrebbe a buttar via Dante Alighieri, Leonardo, Michelangelo, Raffaello, il Rinascimento, il Risorgimento e la libertà che abbiamo bene o male conquistato, la democrazia che abbiamo bene o male instaurato, il benessere che abbiamo indubbiamente raggiunto. Equivarrebbe a regalargli la nostra patria: l’Italia, insomma. E io l’Italia non gliela regalo. No, io sono italiana».
“Quando ascolto l’Inno di Mameli io mi commuovo a udire quel ‘Fratelli d’Italia…”
«La mia lingua è l’italiano. Quando ascolto l’Inno di Mameli, io mi commuovo a udire quel “Fratelli d’Italia, l’Italia s’è desta…”. Mi viene il nodo alla gola; non mi accorgo nemmeno che come inno è abbastanza bruttino e che lo suonano quasi sempre male. Del resto, il nodo alla gola mi viene anche a guardare la bandiera bianca, rossa e verde che sventola: siamo morti per quel tricolore, Cristo!»
Oriana Fallaci letta da Katia Ricciarelli
«Naturalmente, la mia patria, la mia Italia, non è l’Italia di oggi; l’Italia godereccia, furbetta, volgare, degli italiani che pensano solo ad andare in pensione prima dei 50 anni e che si appassionano solo per le vacanze all’estero e le partite di calcio. La mia Italia è un’Italia ideale, quella che io sognavo da ragazzina: un’Italia seria, intelligente, dignitosa e coraggiosa, un’Italia meritevole di rispetto».
«Quello che avevo da dire l’ho detto. La rabbia e l’orgoglio me l’hanno ordinato; la coscienza pulita me l’ha consentito».