Effetto tregua: i disperati
Hormuz riapre, l’economia respira. Ma la sinistra dice no anche stavolta: non è “volenterosa”
Tregua, energia e stabilità: Trump e l'Europa portano l'accordo che potrebbe ridurre la pressione sui mercati energetici. Meloni: "Pronti a sostenere il processo diplomatico". La sinistra porta il tifo contro l'Italia
Effetto tregua America-Iran, il momento è cruciale, ne va della nostra stabilità economica. Uno dei punti centrali dell’accordo riguarda la riapertura dello Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita una quota rilevantissima del petrolio e del gas esportati dal Golfo Persico. Secondo la bozza dell’intesa, l’Iran si impegna a riaprire immediatamente il traffico commerciale nello stretto; mentre gli Stati Uniti rimuoveranno il blocco navale imposto ai porti iraniani. Con questa misura si punta a riportare gradualmente i flussi commerciali ai livelli precedenti alla guerra e a ridurre la pressione sui mercati energetici europei e internazionali. Il centrodestra e il format europeo dei “volenterosi” – Meloni, Merz, Macron, Starmer – sono pronti a fare la loro parte contribuendo alla fase negoziale per il bene dei rispettivi Paesi e per la cessazione del conflitto. Il centrosinistra che si riempie la bocca d’Europa e di pace sarà altrettanto volenteroso?
La sinistra “piange” per l’intesa che gioverà alla stabilità economica
Al momento non c’è un barlume di buona volontà. “L’accordo con l’Iran è un disastro” è il coro che parte dal centrosinistra quasi con un moto di sollievo. Ogni cosa che tocca Trump diventa in automatico un disastro, un effetto re Mida al contrario: tutto diventa pericoloso e destabilizzante. Financo far tacere le armi, financo riaprire lo Stretto di Hormuz, con i benefici economici connessi, sembrano non contare nulla . Purtroppo – è l’animus del mondo progressista- questa tregua l’ha raggiunto quel cattivo di Trump, generatore di disastri, pericoloso per l’umanità. Quindi, in un momento cruciale per le tasche degli italiani, da parte dei Bonelli &Co non dovremmo sentire discettare su chi ha vinto o chi ha perso nella trattativa Iran-Usa: un accordo di pace è comunque la fine di un dramma internazionale e nazionale. Per cui le prime domande che dovrebbero porsi chi maledice tutti i giorni il governo e il caro energia dovrebbero essere: quanto impatterà la tregua sulle bollette degli italiani? Da quando inizieranno a calare le bollette? Gli italiani di questo parlano, sempre che qualcuno a sinistra li ascolti.
Il governo farà la sua parte, ma la sinistra non era europeista?
Così, mentre il governo è pronto a cogliere la “necessità” di questa tregua negoziata dal presidente Usa e a parlamentarizzare la discussione, a sinistra si gingillano. Al G7 di Evian e ancor prima durante il bilaterale con la premier giapponese, Tanae Takaichi, la premier ha sottolineato come il memorandum d’intesa tra Washington e Teheran sia “un’occasione di pace che va colta”. Confermando che l’Italia, “come già in passato, è pronta a sostenere il processo diplomatico verso un accordo complessivo”. Giorgia Meloni ad Evian-les-Bains ha confermato che “l’Italia è pronta a fare la sua parte, insieme agli alleati, per garantire la riapertura dello stretto di Hormuz. Prima di dare il via libera ai cacciamine – già nell’area – di avvicinarsi per partecipare alle operazioni di sminamento servirà però il “necessario” passaggio parlamentare”, ha ribadito la presidente del Consiglio. Dunque, la centralità del Parlamento.
La tregua impatterà su bollette e carburanti ma la sinistra non è “patriota”
Per Meloni come per i leader di Regno Unito (Keir Starmer), Francia (Emmanuel Macron) e Germania (Friedrich Merz), il memorandum è “un momento cruciale per ristabilire la stabilità regionale e contribuire alla stabilizzazione dell’economia globale”. L’Europa volenterosa c’è. La sinistra “volenterosa” non è. Una cosa è certa: quello che deriverà dall’accordo tra gli Stati Uniti e l’Iran difficilmente sarà peggiore di quello accaduto finora. Le opposizioni che attaccano a testa bassa il governo sul caro-bollette, che plaudono ai “volenterosi” a intermittenza, dove sono in un momento in cui c’è da trarre benefici per gli italiani e per l’Europa? Sono in curva a gridare che il memorandum è sbagliato solo perché è stato negoziato da Trump e perché la premier è lì a collaborare per garantire che l’intesa proceda per il meglio.
Schlein, Bonelli e Orlando non capiscono il motivo dell’esultanza…
Quelli che non va mai bene niente. Prendiamo Angelo Bonelli, co-leader di Avs: “A Giorgia Meloni vorrei ricordare che bisogna impegnarsi per dire “no” non solo all’atomica per l’Iran, ma anche per Israele, e fermare il riarmo nucleare”. E’ la volta del Pd con l’europarlamentare, Matteo Ricci: “Non capisco il motivo di questa esultanza. Non è stata una vittoria, ma una sconfitta per tutti, che hanno pagato i morti in Iran e in Libano. E tutti gli europei che hanno visto aumentare sempre più i costi dell’energia”. Contraddizioni a non finire. “Non sono patrioti, non sono volenterosi, non sono maturi. Si apre ora un momento cruciale ma il centrosinistra è assente ingiustificato.
Che faranno in Parlamento? Patrioti a parole
Ancora: un Andrea Orlando lunare commenta: “L’Iran aveva già escluso, almeno a parole, di voler ricorrere alla bomba atomica”. Insomma, dovevamo fidarci del regime degli ayatollah che lapida le donne e impicca gli omosessuali. Ultima, ma non ultima, Elly Schlein: “Speriamo tutti che questo accordo sia firmato e sia firmato al più presto, perché questa guerra illegale, voluta da Trump e Netanyahu, non avrebbe mai dovuto nemmeno cominciare. Ciò che sta facendo l’amministrazione Trump sul piano internazionale è cercare di sostituire il diritto internazionale con la legge del più forte e del più ricco”. Sipario. Alla prova del dibattito parlamentare ne vedremo delle belle.