Le pagelle del patron di Rcs
Cairo promuove Meloni e boccia il Superbonus: «Uno spreco assoluto, ci è costato 180 miliardi»
Urbano Cairo promuove Giorgia Meloni per la stabilità garantita al Paese, ma affonda senza mezzi termini il Superbonus. Nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera per celebrare i dieci anni alla guida di Rcs, l’editore affronta anche i principali temi della politica italiana, soffermandosi sull’operato del governo, sulle opposizioni e sui leader di maggioranza e centrosinistra.
«Meloni ha dato stabilità». Ma sul Superbonus la bocciatura è totale
A Fabrizio Roncone che lo intervista nel ruolo complicato di suo dipendente, Cairo affida un giudizio decisamente positivo sulla presidente del Consiglio. «Meloni ha dato stabilità, è apprezzata dai mercati, ha abbassato lo spread. Certo, mi aspettavo più riforme», afferma Cairo. Poi, parlando di Giuseppe Conte, distingue nettamente tra la gestione della pandemia e quella successiva.
«Conte gestì bene la complicatissima vicenda del Covid. Dopo, purtroppo, incappò in quel disastro del Superbonus, che si è rivelato uno spreco assoluto e ci è costato 180 miliardi, quasi come l’intero Pnrr», dice senza giri di parole. Un giudizio severissimo sulla misura edilizia introdotta durante il governo giallorosso, indicata come una delle principali cause dell’esplosione della spesa pubblica.
Schlein, Tajani, Renzi e Vannacci: le pagelle di Cairo
Il presidente di Rcs riconosce anche alcuni meriti ai leader dell’opposizione. Di Elly Schlein dice: «Ha il merito di aver rivitalizzato il Pd, tolto un po’ di polvere. Ora mi sembra sia messa in discussione la sua ambizione di diventare candidata premier». E aggiunge: «Tra l’altro: è proprio quello che accadde a Conte».
«È stato bravo a portarla dal 4 al 34%, ma ora non riprecipitati. Qualche sbaglio deve averlo fatto», osserva riferendosi alla Lega e a Matteo Salvini. Di Tajani, invece, afferma: «Con la scomparsa di Berlusconi era opinione diffusa che FI rischiasse di sfaldarsi. Va dato atto a Tajani d’aver tenuto il partito su percentuali importanti». Su Matteo Renzi il giudizio è persino lusinghiero: «Un fenomeno. Abbiamo avuto momenti di frizione. Ma capisce il politico come pochi, è un grandioso oratore».
Più critico, invece, il passaggio dedicato a Roberto Vannacci. «Non mi preoccupa. Gli elettori italiani, spesso, illudono. Un giorno li voti, e non li trovi più. Alla Meloni sconsiglierei comunque di allearsi con il generale, rischia di doverlo inseguire su temi scabrosi».
«La politica? Mi piacerebbe, ma non posso»
Alla domanda su un possibile futuro nelle istituzioni, Cairo non nasconde una certa attrazione. «Mi piacerebbe, lo ammetto. Ma non sono nelle condizioni di farlo. Guido un’azienda con 4.500 dipendenti, più altri 4.500 collaboratori», spiega, aggiungendo che il suo compito oggi è «tenere in piedi l’ecosistema Corriere» e garantire la solidità del gruppo editoriale.