Una folla di circa 2000 persone, tra uomini, donne e bambini, si è riunita alla stazione di polizia di Southampton per contestare l’operato degli agenti dopo la morte di Henry Nowak. I manifestanti hanno cantato cori come «Non riesco a respirare» e «Niente giustizia, niente pace». Una dozzina di agenti ha diviso la folla dai gradini d’ingresso della stazione. Poco dopo sono iniziati gli scontri tra cittadini e forze dell’ordine, che hanno portato all’arresto di due persone e al ferimento di 11 poliziotti in assetto antisommossa. Anche un cane della Polizia è rimasto ferito.
Proteste e tensioni
Gran Bretagna in “fiamme”: non si spegne la rabbia per Henry Nowak, ucciso da un indiano che s’era inventato accuse di razzismo
Proteste davanti alla stazione centrale di Southampton, dove lavoravano tre dei poliziotti intervenuti per arrestare la vittima che stava morendo a causa delle coltellate subite
Esteri - di Gabriele Caramelli - 3 Giugno 2026 alle 14:50
Il caso di Henry Nowak, ucciso a coltellate il 3 dicembre 2025 a Southampton mentre tornava a casa dopo una serata con gli amici, ha sconvolto il Regno Unito. L’assassino, il 23enne Vickrum Singh Digwa, è un cittadino britannico con origini indiane e fede Sikh. Ha colpito il giovane con un coltello da cerimonia lungo 21 centimetri, accanendosi contro il petto e ferendo gravemente i polmoni. Per lui è stata emessa la sentenza d’ergastolo lunedì, alla Southampton Crown Court, ma la notizia non riesce a fermare lo sdegno della famiglia e della popolazione infuriata per quanto accaduto. Perché al centro della vicenda non c’è soltanto l’assassinio, ma anche l’atteggiamento della Polizia di Hampshire.
Digwa, dopo l’accoltellamento, ha mentito agli agenti, sostenendo di essere stato vittima di un’aggressione razzista da parte della vittima. E così i poliziotti hanno ammanettato il 18enne, che era sofferente e chiedeva aiuto, ignorando le sue richieste. Le immagini delle bodycam, diffuse dalla polizia dopo le scuse pubbliche, mostrano Nowak che ribadisce nove volte: «Non posso respirare». E ancora: «Sono stato accoltellato”. Un agente, invece, replicato con una frase sconcertante: «Non credo proprio, amico». Soltanto dopo tre minuti gli agenti hanno cominciato a rianimarlo, ma era già tardi. Non a caso, il patologo ha confermato che i colpi inferti a Henry fossero già fatali.
Henry Nowak, il 18enne inglese accoltellato da un indiano e umiliato dalla Polizia: non era razzista
La famiglia Nowak, che è originaria dell’Essex, ha definito il trattamento «inumano e degradante». Il padre Mark ha dichiarato fuori dal tribunale: «Mio figlio non è morto con dignità». Adesso, la madre e la sorella chiedono un’indagine totale sugli agenti coinvolti. L’Independent Office for Police Conduct (IOPC) ha aperto un’inchiesta indipendente, mentre il ministro dell’Interno Shabana Mahmood, intervenendo alla Camera dei Comuni, ha descritto il delitto come «un atto di pura malvagità» e le riprese «scioccanti e tragiche». Poi ha affermato che la famiglia «ha diritto a risposte precise» e ha ribadito che «tutti in questo Paese sono uguali davanti alla legge».
Il premier Keir Starmer ha scritto su X che «ci sono domande serie a cui la polizia deve rispondere». Successivamente, in un’intervista con Gbnews ha affermato di aver visto le immagini delle bodycam e che siano state «strazianti. Come padre di un ragazzo 17enne, mi sono sentito male».
L’omicidio di Nowak ha accesso il dibattito politico, con Nigel Farage, leader di Reform UK, che ha parlato di pregiudizio anti-bianco, usando lo slogan rovesciato “White Lives Matter”. «Basta con il politically correct che protegge gli aggressori», ha affermato, invocando un sentimento di «rabbia fredda» contro un sistema che, secondo lui, è intimorito più l’accusa di razzismo che delle sorti di un ragazzo bianco. La comunità sikh britannica ha condannato il gesto come “individuale”, negando qualsiasi collegamento con la fede o con il kirpan rituale.
Le scuse della Polizia
La Polizia dell’Hampshire ha ammesso l’errore e si è scusata per l’accaduto, sottolineando che un agente non coinvolto nel caso è stato costretto ad andarsene a causa delle minacce. Il vice capo Robert France ha evidenziato che «gli agenti non avrebbero potuto salvare Henry», ma ha constatato l’esito rovinoso nel non aver creduto alla vittima. Nel frattempo, il governo laburista ha promesso di combattere il fenomeno dei coltelli tra i giovani, mentre sono state organizzate diverse proteste sulla sicurezza. Come ha precisato una portavoce della Polizia, uno degli agenti coinvolti nell’arresto di Nowak si è dimesso, mentre altri tre sono ancora in servizio. Sono tutti considerati testimoni e quindi non soggetti ad alcuna restrizione momentanea