L'inchiesta bis
Garlasco, l’ex pm Venditti verso l’archiviazione. L’intercettazione choc sposta la lente i carabinieri? Sempio: «Lui mi ha proposto la roba»
Garlasco, l’inchiesta bis partita da Brescia sulla presunta corruzione del “sistema Pavia” viaggia verso l’archiviazione per l’ex pm Mario Venditti. Ma il caso può dirsi davvero chiuso? Intanto, mentre i fari della Procura di Brescia si preparano a spegnersi sulla figura dell’ex procuratore aggiunto, la vera bomba atomica sul caso Garlasco esplode dal fondo delle carte investigative e dalle viscere di una vicenda che non smette di inquietare e porre interrogativi e sospetti. È un’intercettazione rimasta finora in penombra a svelare dove potrebbe annidarsi il vulnus teorizzato dalla nuova indagine su quella “inchiesta lampo” che nel 2017 portò alla fulminea archiviazione di Andrea Sempio.
Garlasco, l’inchiesta sulla corruzione sposta i riflettori da Venditti
Così, mentre l’ex magistrato procede a passi spediti verso l’archiviazione, le nubi potrebbero addensarsi verso altri protagonisti di quel momento investigativo e giudiziario. Un dubbio che nasce, ancora una volta, dalle parole intercettate dell’indagato odierno. «Secondo me era proprio lui che mi chiamava, perché qua è lui quando mi ha proposto la roba… io metto giù, chiamo Soldani, glielo dico». A pronunciare queste frasi – che tra l’altro riporta oggi il Corriere della sera in un esaustivo servizio sul tema – registrate dai microfoni degli inquirenti lo scorso novembre, è lo stesso Andrea Sempio.
L’ex magistrato di Pavia verso l’archiviazione. Le nubi si addensano sui carabinieri che dovevano indagare
Per i pubblici ministeri, quella “roba” non sarebbe altro che il patto corruttivo per comprare il silenzio della giustizia. Ma il dettaglio clamoroso è il destinatario del sospetto: non il magistrato, bensì l’ex luogotenente Silvio Sapone, all’epoca in forza all’aliquota di polizia giudiziaria dei Carabinieri di Pavia.
L’ombra della corruzione in atti giudiziari, dunque, si sposterebbe dalle toghe alle divise. Le verifiche bancarie sui conti di Venditti, tra l’altro, non hanno evidenziato alcuna anomalia. Spingendo i pm bresciani verso una probabile richiesta di archiviazione per l’ex procuratore. E intanto cade il teorema del “pizzino” con la scritta «Venditti gip archivia X 20. 30 euro», interpretato inizialmente come la prova di una mazzetta destinata al capo dei pm.
Dalle toghe alla Pg: l’inchiesta potrebbe concentrarsi su altri presunti attori del “sistema Pavia”
Pertanto, ora il fascicolo è destinato a tornare a Pavia per competenza territoriale, dove l’attenzione dell’inchiesta potrebbe concentrarsi tutta sugli altri presunti attori del “sistema Pavia”. Sotto la lente di chi indaga ci sono allora i contatti considerati “anomali” tra i militari e l’indagato. Le intercettazioni liquidate in soli quindici giorni e mal sintetizzate dall’ex maresciallo Giuseppe Spoto (il quale in tutto questo tempo si è giustificato scaricando la responsabilità di un lavoro incompiuto e approssimativo sulla fretta del procuratore). E il ruolo di tre avvocati.
Garlasco, quell’incognita sui 43.000 euro racimolata in fretta dai Sempio
I legali Lovati, Soldani e Grassi hanno già ammesso di aver intascato 15mila euro a testa per spese legali ancora da approfondire. La provvista da 43mila euro racimolata in fretta dalla famiglia Sempio per «pagare quei signori lì» sembra aver preso una strada ben precisa. Una strada che non porta al piano alto del palazzo. Ma dritto nelle stanze di chi doveva indagare… Fuori dalla scena Venditti, si aprono altre porte?