Atei a senso unico?
A Catania S. Agata val bene una gita scolastica. Anzi no. Ma per moschee e lezioni sul Corano le porte d’Italia sono sempre aperte
Sant’Agata val bene un gita scolastica… anzi no. A Catania ci si può inchinare solo al laicismo (Islam permettendo). Mentre ad Ancona le classi delle scuole elementari vengono portate in visita didattica in moschea a fare lezione di Corano tra le proteste dei genitori, in Sicilia basta la sola reliquia di una Santa patrona per far scattare le barricate del laicismo intollerante. L’ultimo cortocircuito della scuola italiana va in scena a Zafferana Etnea, in provincia di Catania. Lì, dove l’Unione degli atei e degli agnostici razionalisti (Uaar), è riuscita a bloccare una visita scolastica legata alle celebrazioni di Sant’Agata.
La crociata degli atei (a senso unico): la visita per S.Agata vietata ai bambini a Catania
Un’iniziativa proposta dall’istituto comprensivo (elementari e medie) Federico De Roberto di Zafferana Etnea, legata alle celebrazioni di Sant’Agata, culminate con l’arrivo in paese di una reliquia (il braccio della santa) alla parrocchia di Santa Maria della Provvidenza. Reliquia portata in religioso ossequio dall’arcivescovo Luigi Renna. Apriti cielo. L’Unione degli atei, sezione di Catania, interviene preventivamente con una diffida, minaccia denunce per «violazione del principio di laicità delle scuole pubbliche» ed entra in modalità trincea permanente.
L’Unione degli atei, sezione di Catania, interviene con una diffida: e l’amministrazione locale…
Ricapitolando: il preside dell’istituto comprensivo aveva organizzato la partecipazione degli alunni all’arrivo in paese della reliquia della Santa, protettrice storica del territorio dalle eruzioni dell’Etna. Una proposta interamente facoltativa: chi non desiderava aderire sarebbe rimasto in classe a fare regolare lezione. Eppure, l’Uaar è intervenuta preventivamente con una diffida formale, minacciando denunce e sbandierando la «violazione del principio di laicità». A quel punto, di fronte alle pressioni e nel silenzio delle istituzioni locali guidate da una giunta civica sostenuta dal Pd, il dirigente è stato costretto a fare marcia indietro, revocando la circolare.
La Santa patrona diventa l’incredibile “casus belli”
Impossibile non rilevare, sullo sfondo, la doppia morale della furia iconoclasta progressista. Le stesse sigle che innalzano roghi ideologici al solo sentire il nome di Cristo, promuovendo campagne contro il crocifisso o l’ora di religione, si scoprono improvvisamente distratte e accondiscendenti quando si tratta di Islam. Per le tradizioni cattoliche, radicate nell’identità e nella storia dei territori, si grida all’anacronismo e al “risvolto macabro”. Per i progetti di indottrinamento islamico nelle scuole primarie, invece, si invoca il rispetto e l’integrazione culturale.
E così, innegabile notare e difficile non denunciare che, mentre a Zafferana Etnea si consuma l’ennesimo diktat di un laicismo assolutista che nega la libertà altrui nel nome di una presunta neutralità, una censura ideologica che cancella le radici popolari e cristiane d’Italia lavora alla luce del sole contro, mentre spalanca le porte delle aule ad altre culture che con la nostra storia hanno ben poco a che vedere…