Non ci fu l'ok della scienza
Commissione Covid, il caso dei tamponi non validati: scontro sulle scelte del governo Conte
È quanto emerge dall’ultima audizione in cui è stato audito Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Istituto romano Spallanzani ed ex membro Cts in epoca pandemica. Zedda: "180 milioni di tamponi privi di lasciapassare scientifico”
I tamponi che dovevano servire per il tracciamento dei contagiati da Covid-19 non erano validati. Il principale strumento, adottato tra il 2020 e il 2021, per stabilire la libertà di circolazione degli italiani era privo di un qualsiasi controllo scientifico. È quanto emerge anche dall’ultima audizione della commissione d’inchiesta Covid in cui è stato audito Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’Istituto romano Spallanzani ed ex membro Cts in epoca pandemica.
“Conte e Speranza? Gatto e volpe del Covid”
“I tamponi prima di essere utilizzati dovevano essere valutati con marcatura CE e poi validati”, ha detto a La Verità Antonella Zedda, componente della commissione e vicepresidente dei senatori di Fratelli d’Italia. “L’ente a cui l’allora governo aveva assegnato il compito di effettuare questo iter sui tamponi era l’istituto Spallanzani”, ha spiegato Zedda che ricorda come abbia cercato di capire nel corso delle varie audizioni che ruolo avesse lo Spallanzani nella validazione dei tamponi. Ippolito, dal canto suo, ha affermato che la validazione “non fosse necessaria”, ma “questa – ha replicato Zedda – è una risposta a sua discrezione e non secondo la normativa europea; che invece prevedeva una previa validazione scientifica dei tamponi”. E ancora: “Tuttavia, se anche avesse ragione Ippolito, cioè se non fosse stata necessaria, per quale motivo Giuseppe Conte e Roberto Speranza, il Gatto e la Volpe dell’epoca Covid, hanno scritto nero su bianco nelle ordinanze che i tamponi andassero validati e che a farlo dovesse essere lo Spallanzani?”, si è chiesta Zedda.
Zedda (FdI): “La libertà degli italiani era appesa a dispositivi inidonei”
Le alternative, dunque, sono due: o il governo Conte 2 “ha scelto senza ascoltare la scienza; oppure la validazione andava compiuta, come da norma; e di fatto sono stati processati sul popolo italiano più di 180 milioni di tamponi privi di lasciapassare scientifico”, attacca l’esponente di Fratelli d’Italia. Che bolla come “sgangherata” la gestione del Covid da parte del governo giallorosso, in quanto “la libertà degli italiani di poter vivere anche all’aria aperta, di poter uscire dall’isolamento coatto era appesa al responso di dispositivi non idonei”. Altro che scienza.