Non si fidano delle famiglie?
La Costituzione per la sinistra era bellissima. Finché Valditara non ha applicato l’articolo 30 sul consenso informato dei genitori
Con il parere preventivo deconsenso informato sulle attività legate alla sessualità, la scuola riconosce un diritto già previsto dalla Carta. Ma le opposizioni parlano di misura oscurantista e promettono battaglia
Era la Costituzione più bella del mondo, ora non più. Improvvisamente, applicare l’articolo 30 della nostra Carta fondamentale – difesa dalla sinistra come unica, perfetta, intoccabile durante le giornate referendarie – diventa oscurantista e retrogrado. Davvero paradossale: sono proprio questi i termini sfoderati dalle opposizioni per definire il cosiddetto ddl Valditara sul consenso informato, che fa diventare legge il divieto di indottrinamento gender nelle scuole. Dando applicazione, appunto, all’articolo 30 della Costituzione che stabilisce che mantenere, istruire ed educare i figli è sia un diritto che un dovere fondamentale per i genitori. Il principio si articola in alcuni aspetti chiave: tra cui quello determinante specifica che i genitori hanno la piena libertà di educare i figli secondo le proprie convinzioni morali, religiose e ideali. Lo Stato interviene in via sussidiaria (sostitutiva) solo quando i genitori mancano o non sono in grado di adempiere al loro compito.
Scuola, legge Valditara: il “consenso informato” manda ai matti la sinistra
Ma, si sa, le sinistre sono insorte quando con l’ok definitivo al Senato il disegno di legge Valditara – che richiama, lo ripetiamo, l’articolo 30 della Costituzione – viene introdotto l’obbligo del consenso scritto delle famiglie per le attività scolastiche di educazione all’affettività e alla sessualità. Il tema è, a questo punto, che gli oppositori strenui del nuovo testo non si fidano delle famiglie. Il nocciolo della diatriba furibonda è tutta qui. Lo scopo di circoscrivere e normare l’ambito delicato e sensibile della sessualità a scuola, in modo da evitare debordamenti ed eccessi ideologici, dando centralità ai genitori, non è minimamente considerato dai detrattori. La sinistra prosegue invece nel veicolare una narrazione distorta, contestando affermazioni di assoluto buon senso contenute in questa legge. Quella Costituzione così perfetta, che andava difesa con le unghie e coi denti dalle grinfie del centrodestra, che con il referendum sulla giustizia voleva “violentarla” (non era vero naturalmente), diventa meno bella quando la applica un governo di centrodestra.
La sinistra rifletta: è la Costituzione, bellezza!
In base alla legge Valditara le istituzioni scolastiche sono tenute a richiedere il consenso informato preventivo dei genitori degli studenti se minorenni per la partecipazione ad eventuali attività che riguardino temi attinenti all’ambito della sessualità. La prima bugia del centrosinsitra: non si escludono affatto le attività scolastiche su questi temi e neanche la partecipazione ad attività extracurricolari che siano eventualmente previste dal piano triennale dall’offerta formativa, sempre nell’ambito della sessualità. Ma la richiesta di un consenso informato preventivo costituisce l’affermazione di un preciso diritto dei genitori e quindi delle famiglie di visionare contenuti e forme di tali attività e poi decidere. La priorità educativa della famiglia è un compito non delegabile, che la scuola è tenuta a rispettare e integrare. La collaborazione tra docenti e genitori si fonda su Patto educativo di corresponsabilità. Nulla di oscurantista o retrogrado. Perché la sinistra e le opposizioni osteggiano queste norme di buon senso, al punto da essere sul punto di aggirarle?
La sinistra non si fida delle famiglie
E’ evidente che per loro le famiglie sono un particolare secondario, o un ostacolo. Girano infatti sui social notizie di iniziative di alcuni docenti, attivisti e politici, che annunciano battaglia per aggirare la legge. Al punto che molte associazioni favorevoli alle nuove norme – tra cui Moige e Pro Vita- chiedono che sia preposto un organo a monitorare l’applicazione delle regole. Il fatto che nessun attivista politico potrà più entrare in classe a parlare di identità di genere fluida, di transizione sessuale o gestazione per altri senza che i genitori lo sappiano in anticipo e possano dire se va bene o no, manda in tilt la sinistra che non è più libera di indottrinare. Ah, ma quanto era bella la Costituzione…