Bilancio di legislatura
Tajani rivendica i risultati del governo Meloni: “Gettate le fondamenta per la crescita. Nei prossimi anni costruiremo la casa”
Secondo il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, il programma del governo Meloni si potrebbe riassumere in quattro semplici parole: «Più produci, meno paghi».
In una intervista a Libero Tajani rivendica i risultati ottenuti in questi anni dall’Esecutivo Meloni, soprattutto su versante economico: «Dal 2022 abbiamo abbattuto di 33 miliardi la pressione fiscale su famiglie e piccole imprese; abbiamo creato un milione e 200mila nuovi posti di lavoro; abbiamo ridotto drasticamente lo spread; la Borsa è cresciuta a dispetto di guerre e dazi; anche nell’export abbiamo ottenuto risultati straordinari, con una crescita del 3,3% e un volume che si avvicina ai 700 miliardi. Insomma, in questi anni abbiamo gettato le fondamenta per la crescita e nei prossimi costruiremo la casa».
Dietro il raggiungimento di questi risultati c’è «la stabilità di governo che crea credibilità internazionale, non solo politica ma anche economica, attraendo investimenti dall’estero e permettendo a chi investe di poter programmare a lungo termine. È a questo che servirà anche la nuova legge elettorale. A dare ancora più stabilità al governo che vincerà le elezioni». Infine, per evitare il rincaro benzina, Tajani ha spiegato che «nel breve termine le accise mobili (usare il maggior gettito Iva dovuto ai rincari, per abbassare il prezzo alla pompa, ndr) sono una scelta che si può adottare subito».
Intanto Tajani prova a raccontare nuove proposte che intende sottoporre all’attenzione degli alleati di governo e della premier Meloni, alcune realizzabili a suo dire già in questa legislatura, altre da fissare nel programma della prossima: «La prima è quella di detassare le tredicesime: al 100% le più basse e poi con una tassazione progressiva, a mano a mano che la cifra aumenta. L’altra idea sulla quale stiamo lavorando è la riduzione/abolizione del bollo per le auto e le moto».
La terza, invece, «riguarda la riduzione dell’aliquota Irpef dal 35 al 33% per i redditi fino a 60mila euro. Ma ce ne sono altre molto importanti: una è quella di portare le detrazioni delle spese sanitarie nell’anno in cui vengono sostenute e non nell’anno successivo. Questo perché se devo curarmi, delle risorse ne ho bisogno subito. Infine, stiamo studiando l’idea di una Flat Tax che premi chi produce di più».