Il caso di San Vito Lo Capo
Valditara: «Il Parlamento approvi il divieto dei social ai minori, il caso dell’11enne di Trapani non sarebbe successo 20 anni fa»
Il ministro ha invocato un'alleanza educativa tra scuola e famiglia: «È importante che i genitori ci aiutino». Il bambino, sebbene non imputabile, è stato ascoltato dalla procuratrice dei minori di Palermo
Il caso del bambino di 11 anni che, in una scuola di San Vito Lo Capo, in provincia di Trapani, ha cercato di accoltellare un professore durante le lezioni e mentre trasmetteva in diretta su Telegram riaccende il dibattito sull’uso dei social da parte dei giovanissimi. Il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, ha auspicato l’approvazione da parte del Parlamento della legge che ne vieta l’utilizzo sotto i 15 anni: «Il fatto di ieri non sarebbe successo 20 anni fa», ha detto il ministro, commentando anche l’ipotesi che il ragazzino possa essere stato indotto da qualche suo contatto in chat a compiere l’aggressione.
Le indagini sul caso
In queste ore stanno emergendo nuovi messaggi pubblicati dal ragazzino su TikTok prima del tentato accoltellamento. Sul caso è stato aperto un procedimento e, sebbene non imputabile per l’età, l’11enne è stato comunque ascoltato dalla procuratrice dei minori di Palermo, Claudia Caramanna. L’audizione, alla presenza degli psicologi, è durata diverse ore. Si cerca di capire prima di tutto cosa l’abbia spinto a compiere quel gesto, per il quale anche il professore aggredito, che fortunatamente ha riportato solo un piccolo taglio alla mano, non ha saputo fornire una spiegazione agli investigatori.
I messaggi dell’11enne su TikTok
Ieri sono stati sequestrati i dispositivi elettronici a disposizione del bambino, dal cellulare al computer. Prima dell’aggressione il ragazzino aveva scritto su TikTok «Don’t blame me for what I will do in 4 hrs», «Non biasimatemi per quello che farò fra quattro ore». E, con gli hashtag “Stream” e “truecrimetok”, aveva postato una foto del casco poi indossato con le scritte che facevano riferimento alle stragi negli Stati Uniti. Ad esempio «Isla Vista», nella contea di Santa Barbara, in California, dove la sera di venerdì 23 maggio 2014, ci fu una strage di ragazzi, nei pressi dell’università. Oppure la scritta «Elliot», con il riferimento a Elliot Rodger, il ragazzo autore della strage.
Valditara: «Il Parlamento approvi il divieto dei social sotto i 15 anni»
Valditara, intervenendo sul caso a Diario del giorno su Rete 4, ha ricordato che tra gli effetti di un uso incontrollato dei social da parte dei ragazzini «non ci sono soltanto i casi di bullismo, di aggressioni: ci sono anche i casi di autolesionismo, persino di suicidi». «Io sono andato in alcune scuole, ho incontrato i docenti e con le lacrime agli occhi mi raccontavano di ragazze e ragazzine: mi ricordo – ha proseguito Valditara – questa ragazzina di 12 anni che si è suicidata perché costretta, quasi indotta, plagiata da questo dark web, e l’hanno indotta a suicidarsi. Ecco, le prime testimonianze ci lasciano pensare che anche questo ragazzino sia stato spinto ad aggredire. E quello che ho letto nei commenti sulle chat che questo bambino frequentava lo invitavano proprio a uccidere».
L’appello per un’alleanza educativa tra scuola e genitori
Sul tema dell’educazione, ha sottolineato il ministro, «è importante che i genitori ci aiutino». «Non regalate il cellulare ai bambini: spesso e volentieri capita che bambini di 6, 7, 8 anni che già hanno il cellulare in mano e che vengono lasciati soli, andando sui siti più pericolosi. C’è bisogno di questa grande alleanza, scuola che sta facendo la sua parte», è stato l’appello di Valditara, che ha voluto chiudere il suo intervento ricordando che «nell’anno scolastico 2023-24 c’erano state 72 aggressioni ai docenti, quest’anno scolastico sono state 52. Quindi c’è comunque il dato positivo di una diminuzione, però ci sono tanti episodi che preoccupano e questa alleanza fra scuola e genitori è fondamentale».
L’assessore siciliano: «Intendo incontrare il bambino e la famiglia»
Sul ruolo dei social è intervenuto anche l’assessore all’Istruzione della Regione siciliana, Mimmo Turano. «Nei prossimi giorni – ha spiegato – farò visita all’Istituto per portare la mia solidarietà e quella della Regione siciliana a tutta la comunità scolastica». «Intendo incontrare anche il bambino che ha compiuto quel gesto e la sua famiglia. Serve una riflessione seria sull’uso dei social per i minori, che spesso navigano in rete imbattendosi in contenuti pericolosi. Davanti alla violenza e al disagio – ha concluso – dobbiamo fare quadrato».