Orrore nel cuore della città
Genova, ucciso in pieno giorno, incaprettato e esposto nei giardini del museo come un macabro trofeo. Fermato un senegalese irregolare
Un uomo di 49 anni è stato ucciso a Genova, nei giardini del museo Chiossone. A dare l’allarme una ragazza che avrebbe visto l’omicida trascinare un cadavere incaprettato. Sul posto i carabinieri che hanno arrestato il presunto autore, un uomo di nazionalità senegalese di 42 anni, e lo hanno portato al comando di Forte San Giuliano. Questa la sintetica e cruda ricostruzione del crimine. Ma il contorno della vicenda dice molto di più.
Orrore a Genova, 49enne italiano ucciso (forse a bottigliate) nei giardini del museo
Sì, perché sono i dettagli che raccontano e descrivono, al netto della crudezza dell’azione omicidiaria e del post delitto, l’orrore del caso. Il caso di un omicidio brutale, consumato in pieno giorno e nel cuore di Genova, e che ha sconvolto la città lasciando una scia di sgomento difficile da assorbire e cancellare.
Non sono neanche le 10 del mattino quando la quiete del parco di Villetta Di Negro s’infrange irreparabilmente su una scena horror che di diverso con il pulp di certi film di serie B ha solo il fattore realtà. un uomo ha ucciso un quarantanovenne italiano, senza fissa dimora, per poi trascinarne il corpo nei giardini del Museo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone, quasi a volerlo esporre come un macabro trofeo.
Il cadavere, incaprettato, esposto come macabro trofeo
Ma la prima testimone, involontaria spettatrice dell’orrore finale del crimine, fa scattare i soccorsi. Si tratta di una ragazza che stava passeggiando nella zona. La giovane, sotto choc, ha contattato il 112 raccontando di aver visto un uomo trascinare un cadavere incaprettato lungo i vialetti del parco. Poi, dopo la segnalazione, ha giustamente pensato di allontanarsi rapidamente per mettersi in sicurezza. Il resto è cronaca: l’intervento tempestivo dei Carabinieri del Nucleo Investigativo che impedisce la fuga del presunto assassino.
Omicidio a Genova, 49enne italiano ucciso nei giardini del museo: fermato irregolare senegalese
Un uomo che i militari hanno intercettato mentre era ancora accanto al corpo della vittima. Alla vista delle divise, il sospetto ha tentato di scappare, ma è stato immediatamente bloccato e trasferito al comando di Forte San Giuliano. Si tratta di un quarantaduenne di nazionalità senegalese, irregolare sul territorio italiano, e anche lui, come la vittima, senza fissa dimora.
Non solo. Secondo le prime ricostruzioni l’omicidio sarebbe avvenuto al culmine di una violenta lite. Le telecamere di videosorveglianza del museo avrebbero filmato parte della colluttazione, durante la quale la vittima quarantanovenne sarebbe stata colpita ripetutamente con una bottiglia, sebbene la dinamica esatta del crimine a cielo aperto sia ancora al vaglio degli inquirenti. Ma ce n’è abbastanza, già per il momento, per gridare all’orrore di una vicenda di “ordinaria barbarie quotidiana”.