Quantità e qualità
Un milione di assunzioni entro il 2032: Zangrillo spiega il ricambio generazionale nella Pubblica amministrazione
Il ministro ricorda che negli ultimi tre anni sono state reclutate 640.000 persone e spiega che nel 2026 ne arriveranno altre 200.000: «Abbiamo sempre più bisogno di amministrazioni capaci di governare il cambiamento e di offrire servizi efficienti»
Assumere un milione di persone entro il 2032 per garantire alla pubblica amministrazione quel ricambio generazionale necessario alle sfide di questo tempo, dal cambiamento del mercato del lavoro all’avvento dell’Ai. È la prospettiva indicata dal ministro Paolo Zangrillo, che ha ricordato come negli ultimi tre anni «abbiamo reclutato 640.000 persone» e «solo nel mese di gennaio di quest’anno ne sono entrate 24.600 nella pubblica amministrazione», con «una parte significativa dedicata al comparto sanità e un’altra parte significativa agli enti locali». L’impegno complessivo per il 2026, ha spiegato ancora Zangrillo, è di assumere tra le 200mila e le 250mila persone.
In tre anni reclutate 640mila persone
Le assunzioni già fatte sono «un risultato importante, reso possibile grazie alla riduzione dei tempi concorsuali, passati da 780 giorni a 150, e al potenziamento del nostro portale di reclutamento inPA, diventato l’unica porta di accesso alla Pubblica Amministrazione, su cui sono registrate più di 3 milioni di persone», ha spiegato ancora il ministro, in un videomessaggio inviato al Festival del Lavoro a Roma.
La necessità di «governare il cambiamento e offrire servizi efficienti»
Zangrillo ha inquadrato questo impegno per le assunzioni nel comparto pubblico nella più ampia strategia del governo a sostegno dell’occupazione: in uno scenario che vede il record di occupati e la disoccupazione ai minimi storici, ha spiegato, «abbiamo sempre più bisogno di amministrazioni capaci di governare il cambiamento e di offrire servizi efficienti». «Le nuove tecnologie e l’intelligenza artificiale ci offrono opportunità uniche per supportare e potenziare il lavoro e l’impegno delle nostre persone, perché nessuna macchina potrà mai sostituire l’intelligenza emotiva, l’ingegno e la capacità di chi ogni giorno fa funzionare le istituzioni. Ecco perché abbiamo messo in campo una strategia improntata alla valorizzazione dell’unico fattore davvero strategico per qualsiasi organizzazione: le persone», ha chiarito il ministro.
Entro il 2032 un milione di assunzioni nella pubblica amministrazione
«Assumere un milione di persone nei prossimi 6-7 anni è uno sforzo di reclutamento significativo, ma sono molto ottimista anche se è un obiettivo molto sfidante», ha detto poi Zangrillo dal palco del Festival dell’Economia di Trento, precisando che «abbiamo necessità di un ricambio generazionale in quanto nel 2032 perderemo un milione di persone che maturano i requisiti per la pensione». «Nel 2026 contiamo di assumere tra 200 e 250mila persone, quindi abbiamo un piano di reclutamento che è in linea con i valori che abbiamo registrato negli ultimi tre anni».
Lo sprint sui rinnovi dei contratti
Zangrillo ha poi ricordato l’impegno del governo per i rinnovi dei contratti. «Ci siamo dati un obiettivo che è di chiudere entro il 2026 i contratti della tornata 2025-2027, e sarebbe la prima volta che succede nel primo anno di riferimento. Il mio obiettivo personale, sul quale sto spingendo la mia squadra, è cercare di chiuderli entro l’estate, entro 2-3 mesi». Del resto, ha spiegato il ministro, «abbiamo avviato i contratti sia sulla sanità che sugli enti locali con buoni auspici e alludo al fatto che anche quelle componenti sindacali, che nella tornata precedente hanno mostrato resistenza nel firmare i contratti, la Cgil e la Uil, hanno assunto un atteggiamento molto collaborativo e questo a me fa molto piacere».
Non solo quantità: il rafforzamento delle competenze e la rivoluzione del merito
Parallelamente al rafforzamento dei numeri, ha spiegato ancora il ministro, «stiamo concentrando il nostro impegno anche sul rafforzamento delle competenze». Zangrillo ha fatto riferimento «al potenziamento del portale digitale Syllabus, che eroga corsi di formazione a tutti i dipendenti, su cui ormai sono accreditate più di 10.000 amministrazioni» e ai «poli formativi, che sono dei veri e propri hub istituiti in tutto il Paese con specifici focus di tipo territoriale, quindi un impegno imponente sulla formazione che è passata da 6 ore medie all’anno a 40 ore».
«Per erogare servizi in linea con i bisogni dei nostri utenti abbiamo innescato quindi un cambiamento culturale, passando da una gestione burocratica a una gestione, lasciatemi dire, strategica delle nostre persone», ha spiegato ancora il titolare della Pubblica amministrazione, ricordando che «con il disegno di legge sul merito, che è oggi all’esame del Parlamento, miglioriamo l’attuale sistema di misurazione e valutazione delle performance, a cui collegare prospettive di carriera capaci di valorizzare veramente il merito delle nostre persone».
Ultima notizia
L'ultima ipotesi
Italia ripescata ai mondiali: l’Ebola in Congo offre un’eventualità last minute per gli azzurri
Sport - di Demetra Orsi