Sinistre senza fantasia. É il solito coro: “L’incontro con Rubio una farsa, Meloni sull’attenti davanti al console di Trump”
Una farsa, Meloni suddita della Casa Bianca, governo anti-italiano. I pasdaran dell’opposizione, Avs in testa, non si smentiscono e, secondo un copione sempre identico, vanno all’attacco con commenti al veleno sull’atteso incontro tra la premier Meloni e il segretario di Stato Usa, Marco Rubio. Un bilaterale voluto da Washington pochi giorni dopo gli ultimi attacchi di Donald Trump a papa Leone XIV e all’Italia. Colpevole – a suo dire – di non aver sostenuto a dovere gli Stati Uniti nel conflitto contro l’Iran. A poco servono le parole chiarissime della premier sulla difesa degli interessi italiani e occidentali. Per Nicola Fratoianni è tutta una farsa. Guai per le sinistre mettere l’orgoglio nazionale davanti agli interessi di parte.
Meloni-Rubio, il coro scontato delle sinistre: è una farsa
“Tutta una farsa. L’incontro di Meloni e Tajani con Marco Rubio ha rimesso le cose in chiaro, il governo italiano obbedisce agli ordini Usa. Insomma, Meloni ha detto qualche timida parola contro Trump solo perché era in difficoltà dopo il referendum. E doveva prendere le distanze dalla sua follia bellica. Ora, di nascosto, tutto torna come prima”. Così Fratoianni su Facebook. “Per non parlare del siparietto del nostro ministro degli Esteri, che consegna a Rubio i documenti che attestano le sue origini italiane. L’emblema della subalternità della destra di Meloni a all’amministrazione Trump”. Il refrain è sempre lo stesso qualunque cosa accada. Angelo Bonelli è ancora più scatenato. Parla di “incontro imbarazzante” ’e “per nulla dignitoso”. Siamo alla solita narrazione di Meloni sugli attenti da Trump. Nulla di nuovo. Il Pd si accoda volentieri.
Boccia: il governo non ha difeso l’Europa
Se Elly Schlein non parla, ci pensa il fedelissimo Francesco Boccia. “Mi pare che la visita di Rubio non abbia cambiato di una virgola i rapporti tra Italia e Usa, nel senso che il governo italiano non ha purtroppo difeso l’Europa. E non ha detto all’alleato americano di fermarsi con i dazi perché sennò scattano le misure anticoercitive. Il governo italiano è afono e ho l’impressione che Rubio sia venuto qui solo per provare a mettere una toppa nei rapporti con il Papa e abbia dovuto aggiungere per forza di cosa gli incontri con Tajani e Meloni”. Un’interpretazione a dir poco faziosa di chi non conosce o fa finta la genesi della visita dell’inviato di Washington a Roma. Per Orlando la linea di Meloni è “bandiera bianca“.
Magi: Meloni si riallinea a Trump e danneggia il Paese
Anche il segretario di +Europa Riccardo Magi va al processo contro la premier, colpevole, neanche a dirlo, di non aver schiaffeggiato a dovere il presidente Usa. “Che oggi Meloni accogliendo Rubio non abbia espresso alcuna parola di condanna rispetto all’operato di Trump è grave. Che dica che così difende gli interessi nazionali è una menzogna: riallineando l’Italia a Trump Meloni danneggia il nostro Paese, la nostra economia e ci allontana dall’Europa”.
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